Accolto ricorso “Rimborso IRPEF nei confronti di IPSEMA” sentenza n°654 del 31/10/2011.
Nel pdf allegato il testo del suddetto ricorso.
Accolto ricorso “Rimborso IRPEF nei confronti di IPSEMA” sentenza n°654 del 31/10/2011.
Nel pdf allegato il testo del suddetto ricorso.
Adnkronos) – “Leggendo tutte le carte che ci arrivano, contando che abbiamo piu’ di quattromila avversari in questo processo, emerge un quadro costantemente nuovo, senza considerare che ancora ce ne mancano alcune. Ad esempio, non ho ancora visto la documentazione relativa all’interrogatorio di Roberto Ferrarini, capo dell’unita’ di crisi di Costa, sentito prima come peraona informata sui fatti e poi come indagato”. Lo ha detto l’avvocato Bruno Leporatti, difensore del comandante della Costa Concordia Francesco Schettino, commentando le motivazioni della Corte di Cassazione, che ha confermato gli arresti domiciliari dopo il naufragio all’isola del Giglio dello scorso 13 gennaio.
La società d’Amico Dry Limited, gruppo d’Amico, ha firmato il contratto per la costruzione di sei nuove bulk carriers da 39.500 dwt, con pescaggio di metri 10,50, con il costruttore Yangfan Group Co Ltd, cantiere cinese leader nel mercato delle nuove costruzioni, controllato all’80% da Beijing Jianlong Heavy Industry Group Co. Ltd, preminente gruppo siderurgico privato cinese e al 20% da Goldman Sachs. Il contratto prevede l’opzione per altre sei navi.
L’investimento per le prime sei nuove unità sarà di 133,8 milioni di dollari, con un costo per nave di 22.3 milioni di dollari. Il contratto prevede il pagamento del 20% alla firma del contratto e dell’80% alla consegna delle navi. Le consegne sono previste ad iniziare dalla metà del 2014.
Domenica prossima l’Unione Europea celebrerà la Giornata Marittima Europea, il cui evento principale sarà la conferenza European Maritime Day che si terrà dal 21 al 22 maggio a Goteborg con quasi mille partecipanti. Come ogni anno i rappresentanti dei diversi settori del comparto marittimo saranno presenti all’evento, che quest’anno avrà per tema “ Una crescita sostenibile dagli oceani, dai mari e dalle regioni costiere: crescita blu”, per discutere le attuali opportunità e sfide affrontate dalle regioni e dalle attività marittime in tutta Europa: dal turismo alla pesca, dai trasporti marittimi al cambiamento climatico. Il 21 maggio alla conferenza parteciperà il commissario europeo per gli Affari marittimi e la pesca, Maria Damanaki, assieme a diversi ministri svedesi e ad altre personalità europee.
Tra i vari appuntamenti, il 21 maggio a Goteborg sarà sottoscritto l’accordo tra le parti sociali europee sulla Convenzione 188 ILO in materia di lavoro nel settore della pesca.
Piombino sarà la base logistica per tutte le operazioni di cantiere utili alla rimozione e al recupero della Costa Concordia, la nave da crociera naufragata la notte dello scorso 13 gennaio presso l’Isola del Giglio. Lo ha reso noto la Regione Toscana precisando che l’utilizzo del porto di Talamone è invece confermato per la selezione dei rifiuti.
L’ente regionale ha spiegato che la decisione è stata comunicata dal gruppo Titan-Micoperi, incaricato della rimozione della nave dall’armatore Costa Crociere, durante la Conferenza dei servizi che ha verificato il progetto, ne ha dichiarata la fattibilità e, contestualmente, ha dato il via immediato alle operazioni.
Nei prossimi giorni saranno individuati, in accordo con l’Autorità Portuale di Piombino, i piazzali e le banchine necessarie all’apertura del cantiere. Il porto sarà il punto di riferimento per tutti i mezzi protagonisti del recupero: navi, rimorchiatori, pontoni.
Domani a Roma Costa Crociere e Titan-Micoperi presenteranno il progetto di rimozione di Costa Concordia alla presenza del capo dipartimento della Protezione Civile e commissario delegato per l’emergenza Franco Gabrielli. La Regione ha ricordato che il progetto sarà approfondito in corso d’opera per le fasi attuative e dovrà tenere conto delle prescrizioni indicate dalla Conferenza dei servizi che si è espressa sui documenti trasmessi e depositati dall’armatore e che monitorerà passo passo il progetto in ogni sua fase di attuazione.
La prossima settimana inizieranno le indagini geologiche del fondale marino su cui è arenata Costa Concordia. In tal modo sarà definito il dimensionamento delle palificate utili al recupero della nave. Subito dopo sarà perforato il terreno, messi i pali necessari e legato lo scafo con cavi di acciaio. A questo punto Costa Concordia sarà messa in sicurezza è affronterà senza preoccupazioni l’eventuale peggioramento delle condizioni meteo e del mare in autunno. Terminata la messa in sicurezza, presumibilmente tra ottobre e novembre, la nave sarà raddrizzata attraverso il posizionamento di cassoni sul lato sinistro. Entro l’anno la nave sarà rimessa in galleggiamento grazie ad altri cassoni posizionati a dritta.
Infine tra gennaio e marzo del 2013 Costa Crociere, insieme al gruppo Titan-Micoperi, ripristinerà la situazione dell’ecosistema preesistente al naufragio per garantire all’Isola del Giglio il naturale svolgimento della stagione turistica.
L’Ammiraglio Domenico Picone, direttore marittimo della Campania, presenterà domani alle 11.30 presso la Capitaneria di Porto di Napoli le nuove ordinanze delle autorità marittime per l’accesso ai porti e gli ancoraggi del golfo partenopeo. Le nuove regole terranno conto del decreto interministeriale “Salva coste” emesso dai Ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture e Trasporti all’indomani dell’incidente del Costa Concordia.
Adnkronos) – Entra nel vivo la corsa per il rinnovo al vertice di Assoporti. Sulla base della ‘road map’, definita nell’assise di Cagliari a fine aprile, i tre saggi, nominati in quell’occasione, Luciano Guerrieri, Cristoforo Canavese e Aldo Garozzo, presidenti, rispettivamente, delle autorita’ portuali di Piombino, di Savona e di Augusta, si apprestano ad avviare le consultazioni tra i presidenti delle autorita’ portuali italiane per arrivare alla designazione del successore di Francesco Nerli, il cui mandato e’ in scadenza e non è più rinnovabile.
I tempi sono stretti: l’assemblea che sancira’ il cambio della guardia si terra’, infatti, nel prossimo mese di giugno. Le consultazioni dei tre saggi dovrebbero richiedere un paio di settimane per poter arrivare a fine mese con l’indicazione del nuovo presidente.
E non è un lavoro facile quello che attende Guerrieri, Canavese e Garozzo per arrivare a un nome condiviso, che metta d’accordo tutti. Un nome che puo’ fare la differenza, in un momento chiave per il rilancio dell’economia del Paese e per uno dei suoi settori strategici, come quello portuale. Tanto piu’ che l’obiettivo e’ quello di ridare unita’ all’associazione delle Autorita’ portuali dopo almeno un paio d’anni di forti turbolenze. Il toto nomine e’ aperto ormai da tempo. Sono circolati i nomi di due senatori, Lorenzo Forcieri e Piergiorgio Massidda, rispettivamente presidenti dei porti di La Spezia e di Cagliari. Ma gettonati sono anche i nomi Marina Monassi di Trieste e di Pasqualino Monti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta.
L’identikit che si delinea per il prossimo presidente di Assoporti e’ quello di un manager in grado di assicurare discontinuità. In questa ottica, anche guardando al profilo generazionale, ha buone credenziali il presidente del porto di Civitavecchia, che non ha ancora quarant’anni (e’ nato a Ischia nel 1974). Se pur molto giovane, Monti ha al suo attivo i buoni risultati della gestione del porto di Civitavecchia e puo’ contare sul sostegno di una rete di relazioni bipartisan.
La richiesta che arriva dalle diverse realta’ portuali italiane e’ quella di un progetto che sia in grado di ripensare la portualita’ italiana, che superi i microporti e che realizzi un vero sistema fatto di specializzazioni diverse per evitare il cannibalismo tra i diversi scali. Va rivista la natura stessa delle autorita’ portuali, estendendone la loro mission anche alla logistica e istituzionalizzando l’authority della logistica. Centrale e’ anche la ridefinizione di un nuovo rapporto e di nuove regole con i grandi concessionari: va incentivato il project management per rendere autonome le autorita’ portuali dal pubblico, garantendo incassi agli enti locali e remunerazione di mercato alle autorita’ portuali.
Secondo i rumors, nella rosa dei candidati c’e’ anche il presidente dell’autorita’ portuale di Livorno, Giuliano Gallanti, considerato uomo della mediazione tra le diverse anime di Assoporti. ”Di Assoporti – ha detto recentemente- mi interessa l’attivita’ di lobbismo in senso positivo ovviamente, per le cariche si vedra’. Io non ho chiesto niente, comunque”. E c’e’ anche Luigi Merlo, presidente del porto di Genova, che conta ‘supporters’ tra i presidenti di alcune authority, soprattutto del Sud.
Alla settima edizione del “World Superyacht Awards”, la rassegna internazionale sulle eccellenze nel settore nautico che si è tenuta lo scorso 5 maggio ad Istanbul, nella categoria del motor yacht da 500 a 1.299 tonnellate di stazza lorda la giuria ha assegnato una menzione speciale al Prima, il primo yacht di 54 metri mai costruito nel porto di Napoli e nel Mezzogiorno che è stato realizzato dai Cantieri Palumbo. L’imbarcazione, varata lo scorso giugno, in ottobre aveva ricevuto a Montecarlo il Green Star Plus dal principe Alberto di Monaco alla presenza del re di Spagna Juan Carlos.
Il premio è stato ritirato a Istanbul da Giuseppe Palumbo, general manager del cantiere di Napoli e della divisione yacht del gruppo, che ha ricevuto il riconoscimento insieme a tutto lo staff e al fratello Raffaele, responsabile dei cantieri di Messina e Malta. «Questa serie di prestigiosissimi attestati – ha commentato Giuseppe Palumbo – ci inorgoglisce perché il nostro primo megayacht ha dimostrato subito la bontà del nostro progetto e la qualità del nostro lavoro nel porto di Napoli: qui abbiamo avviato la specifica divisione di costruzione yacht coinvolgendo anche lo storico cantiere di Messina, dove sarà trasferito parte del know-how, in modo da dare vita a un polo cantieristico di eccellenza nel cuore del Mediterraneo. La creazione della divisione megayacht è la nostra risposta alla profonda crisi del settore delle riparazioni navali nel quale continuiamo comunque a credere e a investire».
Con i suoi 54 metri di lunghezza, Prima ha un pieno di dislocamento di 700 tonnellate, sei cabine compresa quella a tutto baglio dell’armatore con balcone e cabina vip sul ponte di coperta; 12 posti letto per gli ospiti e 12 per l’equipaggio suddivisi in sei cabine più quella del capitano. Eccezionali volumi, dovuti all’ampiezza del suo baglio di 10,2 metri, estese aree comuni e soprattutto l’imponente volume interno rappresentano le caratteristiche essenziali del superyacht che ha segnato l’esordio dei Cantieri Palumbo nell’esclusivo settore della nautica extralusso. L’imbarcazione è sta realizzata su un progetto d’ingegneria navale della Hydro Tec Srl di Varazze (Savona) e il design degli interni della Design Studio Spadolini di Firenze.
Il gruppo Palumbo, che quest’anno festeggia 45 anni di attività, ha di recente acquisito tre nuove commesse per la costruzione di megayacht di 40, 55 e 59 metri ordinati da due magnati russi e un petroliere arabo. Il primo è in fase avanzata di lavoro a Napoli e sarà consegnato a giugno 2013.
Non è un assioma che una minaccia navale debba essere contrastata da una forza navale. Eppure sino ad ora si è cercato di contenere il dilagare del fenomeno della pirateria, principalmente nelle acque che attorniano il Corno d’Africa, utilizzando quasi esclusivamente mezzi navali, quelli della European Union Naval Force (EU-Navfor), per scoraggiare gli assalti alle navi in transito nell’area da parte di imbarcazioni veloci. Sinora ai mezzi aerei erano stati assegnati solo compiti di ricognizione.
Pertanto l’annuncio del comando dell’EU Naval Force di aver effettuato oggi un’azione aerea per distruggere sulla costa della Somalia gli equipaggiamenti utilizzati dai pirati appare un significativo cambio di strategia, anche se le forze aeree sono state impiegate su obiettivi a terra. La missione è stata attuata a seguito della decisione assunta lo scorso 23 marzo dal Consiglio dell’Unione Europea che consente a EU-Navfor di distruggere le basi dei pirati sulla terraferma e l’operazione – ha sottolineato il comando dell’EU Naval Force – è stata condotta in linea con la risoluzione 1851 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ed ha avuto il pieno supporto del governo federale transitorio della Somalia.
Attualmente la forza navale di EU-Navfor è costituita da nove navi e da cinque velivoli da ricognizione. Il comando della forza navale europea ha sottolineato che il raggio d’azione dei pirati somali è molto vasto e raggiunge navi in transito anche a 1.7950 miglia dalla costa somala e che, pertanto, impedire ai pirati di mettere in acqua le loro imbarcazioni è un passo essenziale per impedire i loro assalti.
Il comando dell’EU Naval Force ha precisato che, pur essendo tuttora in corso una valutazione degli effetti della missione aerea, le prime risultanze indicano che l’azione non ha causato il ferimento di persone. «Riteniamo che questa azione dell’EU Naval Force – ha detto il contrammiraglio Duncan Potts, responsabile delle operazioni della forza navale UE – accrescerà ulteriormente la pressione sui pirati e vanificherà i loro sforzi per uscire in mare e attaccare navi mercantili e sambuchi. La popolazione locale e i pescatori somali, molti dei quali hanno tanto sofferto a causa della pirateria nell’area, possono essere rassicurati circa il fatto che il nostro obiettivo era rivolto contro note installazioni dei pirati e che così continuerà ad essere in futuro».
Il contrammiraglio Potts ha precisato che l’intento della forza navale europea non è quello di ampliare il proprio raggio d’azione alla terraferma. «L’azione dell’EU Naval Force contro le installazioni dei pirati sul litorale – ha spiegato – costituisce semplicemente un’estensione delle azioni di contrasto condotte contro le navi dei pirati in mare e l’impegno dell’Operazione Atlanta continua ad essere rivolto contro la pirateria al largo del Corno d’Africa e quale missione umanitaria per proteggere le navi del World Food Programme che portano aiuti di vitale importanza per la popolazione somala».
Smacco per la Cunard, la più prestigiosa compagnia di navigazione britannica, che vede un membro dell’equipaggio di alcune delle sue navi da crociera condannato a quattro anni di carcere. Paul Trotter, supervisore dei bambini a bordo, è colpevole di averne sculacciato diversi e di aver ripreso il tutto con una telecamera. Secondo quanto riportato dall’Independent, l’uomo di 34 anni avrebbe poi riguardato i filmati nella sua cabina per ottenere una “gratifica sessuale”.
Trotter aveva già ammesso in precedenza una serie di violenze sessuali su tredici ragazzini, di un’età compresa tra i sette e i tredici anni, oltre alla realizzazione e il possesso di immagini oscene. In base a quanto stabilito dalla corte, i reati in questione sono stati commessi mentre l’uomo era in servizio sulla Queen Victoria, la Queen Elizabeth e la Queen Mary 2.
In suo possesso anche immagini scaricate da Internet. La polizia ne ha trovate oltre 900 sul suo computer e su una scheda di memoria esterna. Trotter, originario del West Yorkshire, è stato quindi condannato a quattro anni di prigione dalla corte, che lo ha definito un pericolo per la società. È stato inoltre inserito nel registro degli autori di reati sessuali e gli è stato vietato di lavorare con bambini in futuro.
Nel porto di Livorno e nel Canale dei Navicelli a Pisa procedono i test per sviluppare una nuova strategia ecosostenibile relativa ai dragaggi. Nell’ambito del progetto pilota denominato “Agriport” e finanziato dalla Commissione Europea e dal ministero dell’Ambiente, gli esperti stanno impiegando alcuni tipi di piante per “curare” i sedimenti inquinanti da escavare dai fondali allo scopo di consentire ai porti l’accoglienza delle mega-navi di ultima generazione. L’originale tecnologia sfrutta piante adatte all’ambiente salino per rimuovere o trasformare i diversi elementi tossici presenti nei sedimenti di dragaggio, permettendo così di superare i consueti problemi di trattamento e collocazione dei materiali. I quali, una volta ripuliti, spiegano i promotori dell’iniziativa al quotidiano Il Tirreno, possono essere sversati in mare o utilizzati per costituire dune, riempire cave o riqualificare il paesaggio. Al progetto di ricerca partecipano tecnici dell’Autorità Portuale di Livorno e del Dipartimento del ingegneria civile dell’Università di Pisa, oltre ad esperti dell’Istituto per lo studio degli ecosistemi (CNR) e dell’istituto di ricerca israeliano Volcani Centre. Il progetto sarà presentato nel corso di un workshop che si terrà il 31 maggio a Livorno presso Fortezza vecchia.