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Tragedia in mare, affonda un peschereccio al largo di Fondi: un disperso

A dare comunicazione di come stanno i fatti, in merito alle notizie che erano arrivate questa mattina di un presunto disperso in mare tra Sperlonga e Terracina, ci ha pensato la Capitaneria di Porto.

Erano circa le 8 di questa mattina quando il trasmettitore di localizzazione (Epirb) del motopeschereccio Claudio Padre di Terracina segnalava una situazione di emergenza di fronte al litorale della cittadina laziale. A seguito del segnale di emergenza, ricevuto dalla stazione satellitare italiana della Guardia Costiera con sede a Bari, veniva inviata la motovedetta della Guardia Costiera di Terracina per portare soccorso al motopesca in difficoltà. Sotto il coordinamento della sala operativa della Guardia Costiera di Terracina venivano altresì dirottati sul posto anche tre motopescherecci  (Piramide, Silverio Padre e Maria Sorella II) in ausilio alle ricerche. Giunti sul posto, a circa un miglio e mezzo a largo del litorale di Fondi, si riusciva subito a trarre in salvo un naufrago che ormai caduto in mare cercava di sbracciarsi per attirare l’attenzione dei soccorritori.

  1. A., ventitreenne di Terracina, appena salvato, a bordo di uno dei pescherecci, riferiva ai militari della Guardia Costiera che il motopesca Claudio Padre era affondato, portandosi con sé il secondo membro di equipaggio, R. D., 63 anni di Terracina.Sul posto veniva anche inviata la motovedetta della Guardia Costiera di Gaeta per collaborare alle attività di soccorso ed accertare l’eventuale presenza in mare del secondo naufrago. In zona anche un elicottero della Guardia di Finanza.

La Guardia Costiera ha ora richiesto l’intervento del “2° Nucleo Sommozzatori della Guardia Costiera di Napoli” ed il Nucleo sommozzatori dei Vigili del fuoco di Latina, con l’auspicio che le condizioni del mare, attualmente molto mosso consentano di effettuare l’immersione.”

 

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Un altro traghetto pilotato da remoto in prova nel Nord Europa

Genova – Il traghetto passeggeri Suomenlinna II è stato pilotato da remoto in un’area riservata ai test in prossimità del porto di Helsinki, a dimostrazione del fatto che la supervisione umana a distanza delle navi è realizzabile con le tecnologie attuali.

Con questo storico test nel porto della capitale finlandese della scorsa settimana, ABB ed Helsinki City Transport hanno compiuto un ulteriore passo nella navigazione autonoma.

Con questa prova da remoto, la prima al mondo per un traghetto passeggeri in attività, ABB ha testato con successo il miglioramento delle performance della nave tramite tecnologie già disponibili per quasi ogni tipo di imbarcazione. «Siamo entusiasti del potenziale impatto di questo test sul futuro del settore marittimo», ha affermato Peter Terwiesch, Presidente della divisione Industrial Automation di ABB. «Le soluzioni avanzate di automazione di ABB stanno rendendo possibile ciò che nel passato sembrava impossibile in una vasta gamma di settori, compreso il settore dei trasporti che è alla ricerca di tecnologie in grado di fornire rapidamente maggiore efficienza e maggiore sicurezza».

«Autonomo non significa senza personale. Poiché le navi diventano più elettriche, più digitali e più connesse che mai, ABB è in grado di equipaggiare il personale marittimo con soluzioni esistenti che aumentano le loro competenze. In questo modo, stiamo migliorando la sicurezza generale delle attività navali», ha dichiarato Juha Koskela, Managing Director della unit Marine & Ports di ABB.

Dopo il test, il Capitano Lasse Heinonen ha dichiarato: «I progressi che abbiamo fatto con il test da remoto sono stati notevoli. Credo che siamo sulla strada giusta per esplorare le ulteriori possibilità offerte da questa tecnologia».

Suomenlinna II viaggia normalmente da Helsinki alla fortezza di Suomenlinna, sito appartenente al Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, situato su un’isola vicina. Per la sperimentazione di pilotaggio in remoto, il traghetto è partito da Kappatori, la piazza del mercato di Helsinki, e il comandante Heinonen ha gestito l’imbarcazione in modalità wireless con ABB Ability Marine Pilot Control attraversando un’area prescelta del porto di Helsinki. Il test si è svolto durante le ore libere di navigazione della nave, lontano dalla riva e senza passeggeri a bordo, in un’area non impegnata dalle rotte di altre navi.

«Anche se equipaggiata con il nuovo sistema di posizionamento dinamico, la nave continuerà a funzionare tramite i sistemi di controllo convenzionali già installati a bordo, con la modalità remota in funzione solo durante i test e le fasi di ricerca e sviluppo che proseguiranno sul traghetto e con il contributo del suo equipaggio. Costruito nel 2004, Suomenlinna II è equipaggiato con il sistema di propulsione elettrica Azipod riservato ai rompighiaccio. Inoltre, nel 2017 il traghetto è stato riadattato con ABB Ability Marine Pilot Vision» scrive l’azienda in una nota.

 

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L’industria nautica italiana si conferma prima al mondo

Milano – L’industria nautica italiana si conferma prima al mondo. Lo certifica il Global Order Book 2019 della rivista Boat International. Nella classifica dei primi 20 costruttori al mondo per barche sopra ai 24 metri, i primi tre marchi anche quest’anno sono italiani: Azimut/Benetti, FerrettiGroup, Sanlorenzo. E figurano in classifica altri cinque: Overmarine (13°),Palumbo (14°), Baglietto(15°), Italian Sea Group (17°) e Cantiere delle Marche (19°). Con 97 progetti e 3.526 metri di barche in costruzione Azimut/Benetti si conferma il primo al mondo, Ferretti il secondo (91 progetti e 2.952 metri), Sanlorenzo il terzo (77 progetti per 2.635 metri). «È un risultato importante che ci sprona nella volontà di proseguire nella strada intrapresa», ha detto Giovanna Vitelli, vicepresidente Azimut/Benetti. «Il Global Order Book 2019 è una lettura piacevole e gratificante – ha commentato Alberto Galassi, ad di Ferretti – l’Italia domina ancora una volta la classifica».

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Calo dei risultati economici della Moby

Nel terzo trimestre di quest’anno i ricavi della compagnia di navigazione Moby del gruppo Onorato Armatori sono cresciuti del +3,5% essendo ammontati a 245,5 milioni di euro rispetto a 237,1 milioni di euro nel periodo luglio-settembre dello scorso anno. I costi hanno registrato un rialzo più accentuato essendosi attestati a 185,1 milioni di euro (+13,1%). L’EBITDA è risultato pari a 75,4 milioni di euro (-15,9%), l’utile operativo a 60,4 milioni di euro (-20,0%) e l’utile netto a 47,5 milioni di euro (-26,0%).

Nei primi nove mesi del 2018, periodo nel quale le navi della compagnia hanno trasportato 5,1 milioni di passeggeri e 6,2 milioni di metri lineari di rotabili, rispettivamente con un calo del -6,7% e un aumento del +11,0% sullo stesso periodo del 2017, Moby ha totalizzato ricavi pari a 478,8 milioni di euro (+0,6%), di cui 250,4 milioni generati dai servizi con la Sardegna (254,1 milioni nei primi nove mesi del 2017), 56,8 milioni dai servizi con la Sicilia (48,6 milioni), 43,8 milioni dai servizi per l’arcipelago toscano (44,3 milioni), 23,5 milioni dai servizi con la Corsica (23,7 milioni), 12,9 milioni dai servizi nel Mar Baltico (10,6 milioni), 5,2 milioni dai servizi per le Isole Tremiti e altre linee (7,9 milioni) a cui si aggiungono 59,8 milioni di sovvenzioni pubbliche per l’esercizio dei servizi per garantire la continuità territoriale con le isole (59,3 milioni). I costi sono ammontati ad un totale di 457,8 milioni di euro (+13,2%). L’EBITDA è risultato di 68,3 milioni di euro (-40,4%) e l’utile operativo di 21,1 milioni di euro (-70,6%). Moby ha archiviato i primi nove mesi di quest’anno con una perdita netta di -12,7 milioni di euro rispetto ad un utile netto di 39,6 milioni di euro nel periodo gennaio-settembre del 2017.

La compagnia ha specificato che i primi nove mesi del 2018 sono stati «condizionati negativamente da un incremento record del carburante e da investimenti in attività di start up che hanno iniziato in queste settimane a produrre risultati positivi conseguenti, ad esempio, la conquista di una quota superiore al 40% del mercato siciliano delle autostrade del mare». Moby ha precisato che dai risultati trimestrali a settembre presentati oggi agli investitori, che segnalano una flessione nell’EBITDA, «emerge con forza come il risultato sia stato condizionato per oltre il 50% dall’incremento record nel prezzo del bunker (oggi avviato verso un ridimensionamento), nonché dall’assenza di plusvalenze (presenti invece nei risultati relativi ai primi nove mesi del 2017)».

 

Moby ha reso noto che nel periodo di 12 mesi conclusosi lo scorso 30 settembre i costi per l’acquisto del fuel sono ammontati a 164 milioni di euro rispetto a 136 milioni di euro nel precedente periodo di 12 mesi.

«Forte di un incremento di oltre l’11% nei metri lineari di carico trasportati e di un fatturato in costante crescita – ha specificato ancora Moby – il gruppo si prepara oggi a raccogliere i benefici di un action plan destinato a impattare in modo determinante sui conti finali dell’anno, grazie a una serie di azioni positive già messe in campo». La compagnia ha ricordato che «l’action plan posto in atto passa attraverso una razionalizzazione delle linee, una ottimizzazione nell’uso della flotta, la cessione di alcuni assets e la rivalutazione di altri che, quantificati da valutatori esterni in oltre un miliardo di euro, confermano agli investitori una garanzia reale rispetto all’ammontare del loro credito».

«La chiusura della linea Nizza-Bastia, attesa avere un impatto positivo di almeno di due milioni sull’EBITDA e che comunque aveva calamitato un traffico di oltre 100.000 passeggeri, così come il noleggio della nuova nave Alf Pollak che ha incontrato per le sue caratteristiche tecniche uniche una domanda particolarmente favorevole del mercato delle navi ro-ro cargo, nonché la cessione di alcuni assets – ha evidenziato Moby – stanno già generando in modo determinante una vera inversione di tendenza sui risultati del gruppo, risultati sui quali stanno incidendo positivamente anche le innovazioni commerciali applicate in particolare sul traffico cargo, nonché le conseguenze positive attese dalle sinergie e dalla razionalizzazione che potranno derivare dalla fusione in corso fra Moby e Tirrenia Cin, in una sola società con sede in Sardegna».

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Dragaggi, Napoli alle battute finali. A Salerno a breve la gara

di Paolo Bosso

Dragaggi nel porto di Napoli a tre quarti dell’opera e nei prossimi giorni il lancio del bando di gara per avviarli a Salerno. L’Autorità di sistema portuale (Adsp) del Tirreno centrale è il primo ente pubblico in Campania per fondi comunitari rendicontati alla Regione. Parola del segretario dell’Adsp, Francesco Messineo, intervenuto all’evento di fine anno di Assoagenti, l’associazione degli agenti marittimi campani presieduta da Stefano Sorrentini che quest’anno compie settant’anni e per l’occasione, alla stazione marittima, ha premiato con la targa sia gli storici che i nuovi agenti iscritti nella categoria.

Una tavola rotonda ha tenuto banco all’evento, moderata dal giornalista del Tgr Campania Rino Genovese, con gli interventi del presidente Sorrentini, del segretario generale dell’Autorità di sistema portuale del Tirreno centrale, Francesco Messineo, e del capitano di vascello Antonio Sartolato. L’intervento di Messineo quello centrale, che ha riguardato tre temi caldi: la burocrazia della pubblica amministrazione, la gestione dei fondi europei e il futuro dell’agente raccomandatario marittimo.

Dragaggi a Napoli alle battute finali. Porto virtuoso coi fondi europei
Sono lontani i tempi in cui il Grande progetto veniva procrastinato tra lettere di Bruxelles recapitate in ritardo e speculazioni sulle analisi ambientali. Messineo ha riferito che sono stati superati i due terzi di volume escavati. «Mercoledì – spiega – abbiamo pagato un saldo importante alla Regione Campania. Se negli ultimi anni questa autorità portuale aveva speso le briciole dei fondi comunitari, adesso siamo il primo ente pubblico in Campania in termini di soldi rendicontati alla Regione. Non dimentichiamo che i finanziamenti europei per l’anno successivo sono calcolati sulla base di quello che si è stati capaci di spendere».
La difficoltà operativa dei dragaggi, ha detto Messineo, è stato iniziarli. Quest’anno, «con il cantiere aperto, la draga pronta, l’ARPAC Campania ha riaperto un’istruttoria chiusa tre mesi prima. Abbiamo così rifatto le analisi ambientali. Il problema è la burocrazia, la cattiva tempestività con cui si chiedono gli accertamenti. Non si possono avviare i lavori e poi rifare analisi già chiuse. Ora anche questo scoglio è stato superato». E a Salerno? «Nei prossimi giorni avvieremo il bando di gara», promette il segretario. Resta la procedura in due tronconi decretata dal ministero dell’Ambiente a ottobre (tre mesi nel 2019, dal 15 novembre, e altri tre nel 2020, sempre dal 15 novembre) che l’Adsp campana preferiva accorpare in unico processo di escavo di sei mesi. «I lavori finiranno all’inizio del 2021», conclude Messineo.

Agenti napoletani premiati e ottimisti
Il traffico del sistema portuale campano è in ottima ripresa, i primi dieci mesi di quest’anno lo attestano. «Dati rassicuranti – afferma Sorrentini  che ci confortano durante i festeggiamenti dei settant’anni di attività della nostra associazione. Settant’anni che costituiscono un traguardo di notevole valore, non solo simbolico, che testimonia la costante attenzione delle nostre aziende verso le tematiche associative e i valori della partecipazione e della condivisione; ma più di tutto, questo traguardo esprime il raggiungimento di un risultato fondamentale: la continuità nel tempo. Continuità delle singole aziende, continuità dell’associazione, continuità dei rapporti con le istituzioni marittime. In questi 70 anni abbiamo assistito a profondi cambiamenti, che hanno modificato in maniera significativa il nostro modo di fare impresa: il mercato si è completamente trasformato, il quadro normativo è mutato più volte, la nostra attività si è evoluta. Ed oggi brindiamo con previsioni di fine anno positive, registrando un trend di crescita anche per il 2019».

E in piena aria di festa Assoagenti Campania ha rilasciato pergamene di riconoscimento ai futuri agenti marittimi, che hanno seguito la scorsa estate i corsi di formazione di Assoagenti Campania. E sono state premiate le agenzie storiche napoletane, che rappresentano la categoria da oltre 70 anni – da più di un secolo alcune -, sarebbe a dire (tra parentesi l’anno di fondazione): J.Luise&Sons (1847), Fratelli Cosulich (1857), Gastaldi&C (1860), Holme&C (1866), Greco Maritime (1870), E&C Greco Mare (1870), Costantino Tomasos Trasporti Marittimi (1917), Saimare (1924), Klingenberg Group (1927), Genovese (1939), Marzullo (1945).

«Alla luce di tanto prestigio, l’attività di Assoagenti Campania si è sviluppata in questi 70 anni con continuità – ha commentato soddisfatto Sorrentini – è stata garantita una presenza attiva in tutti i tavoli tecnici: si pensi alla realizzazione del pmis, la piattaforma informatica portuale, al contributo nel progetto di revisione della legge professionale, al ruolo svolto all’interno degli organismi di governo dei porti; è stata riconosciuta la funzione pubblicistica; è stata sviluppata un’intensa attività di formazione. Si tratta dunque di azioni, presenze e contributi, che hanno incrementato il prestigio e, aggiungerei, l’autorevolezza della categoria nel corso di questi anni. Anni nei quali, equilibrio, imparzialità e capacità di mediazione hanno rappresentato il filo conduttore della gestione associativa; gestione associativa che, in coerenza con il principio in base al quale la tutela degli interessi dei singoli passa attraverso l’aggregazione, ha consentito di raggiungere con successo il traguardo dei 70 anni».

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«Prepariamoci alle navi autonome»

Genova – I porti si dovranno preparare all’arrivo delle navi autonome. Recentemente la British Ports Association ha pubblicato un report che incoraggia i porti britannici a considerare gli sviluppi legati all’uso di “navi telecomandate” nelle operazioni. Quali sono, quindi, le sfide che i porti devono prepararsi ad affrontare per includere e gestire al meglio le unità di ultima generazione? Quali potrebbero essere i benefici generati dalla presenza di queste imbarcazioni?

Le navi autonome, ormai è noto, rappresentano un traguardo importante per il settore marittimo. Tuttavia rimangono aperte molte questioni, ancora non risolte, per quanto riguarda l’aspetto della regolamentazione. Secondo le previsioni, nel 2020 i cantieri norvegesi dovrebbero consegnare la Yara Birkeland, la prima nave container ad alimentazione elettrica completamente autonoma al mondo. Il cambiamento incombe ed è necessario tenere il passo. A questo proposito, entro la fine dell’anno, l’Imo (International Maritime Organization) spera di poter delineare un quadro essenziale dei principali cambiamenti, a livello di regolamentazione, necessari per includere le unità autonome. Un aspetto chiave di tutto ciò riguarda i porti, soprattutto quelli densamente popolati. In particolare ci si interroga su come potranno adattarsi all’arrivo delle nuove navi senza equipaggio, gestendo nel modo migliore le operazioni di banchina e le manovre, e integrandosi con le operazioni delle altre unità. Da quando si è iniziato a parlare di navi autonome, queste questioni hanno costituito una preoccupazione per i rappresentanti dei porti.

A fine 2017 Rotterdam rilevava che i porti non stavano adeguatamente affrontando la questione, in considerazione anche del ruolo chiave che essi stessi avrebbero avuto – ed effettivamente hanno – nel facilitare l’attività delle navi autonome. A questo punto la funzione di intermediazione e coordinamento dell’Imo diventa fondamentale: «Definire una chiara cornice normativa è il primo passo – sostiene la British Ports Association – I porti sono già sotto pressione per quanto riguarda l’aggiornamento, considerando la necessità di seguire tutti i trend più recenti quali la diffusione delle unità di grandi dimensioni, le iniziative riguardanti il cambiamento climatico e concetti “smart” come i “big data”. Come possiamo inserire anche le unità autonome in tutto ciò?». «Le navi autonome potrebbero aiutare i porti britannici che, grazie alla diffusione di queste nuove unità nelle acque interne e territoriali, sulle coste delle isole britanniche, così come sui porti continentali europei, beneficerebbero di un aumento del traffico a breve raggio» spiega Andrew Higgs, consulente presso la Setford Solicitors e tra i co-autori del report della British Ports Association.

Parallelamente, il nuovo traffico generato porterebbe alla creazione di altri posti di lavoro all’interno dei porti, con la richiesta di nuove competenze tecniche necessarie per gestire le unità autonome. «Cina, Paesi Bassi e Stati Uniti si stanno muovendo in questa direzione. Anche il Regno Unito è in prima linea: lo dimostra il Peel Ports Group che recentemente ha siglato un memorandum di intesa con Asv Global, società specializzata in sistemi marittimi autonomi, proprio per mettere a punto un “servey vessel” da testare nei porti per promuovere la condivisione dell’apprendimento e stimolare nuove sfide orientate all’impiego delle unità senza equipaggio. «Siamo convinti che solo l’esperienza diretta – spiega Gary Doyle di Peel Ports – potrà dimostrare la potenzialità delle navi autonome nei porti».

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Accademia navale seleziona 110 allievi ufficiali nel 2019

Tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio, sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il  bando di concorso per l’ammissione alla 1a classe dei corsi per allievi ufficiali dell’Accademia navale. I posti a concorso saranno 110, così ripartiti:

–  Concorso per 102 posti per i corpi vari (56 per il Corpo di Stato Maggiore; 23 per il Corpo del Genio della Marina; 8 per il Corpo di Commissariato Militare Marittimo; 15 per il Corpo delle Capitanerie di Porto)

–  Concorso per 8 posti per i corpo sanitario militare marittimo

Ciascun concorrente può chiedere di concorrere per una sola delle due categorie di posti: corpi vari o corpo sanitario. Le fasi concorsuali sono tre: prova scritta di selezione culturale e accertamento lingua inglese (Ancona); accertamenti psico-fisici (Ancona); prove di efficienza fisica, accertamenti attitudinali, prova orale di matematica o biologia, accertamento lingue straniere (Livorno).

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