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I marittimi del ferry Ulysse: «Piccolo incidente, poteva succedere a chiunque»

Genova – È polemica per un video pubblicato sui social network dall’equipaggio tunisino del ferry Ulysse che è entrato in collisione domenica scorsa con la portacontainer cipriota Csl Virginia. Sull’incidente è stata aperta un’inchiesta per disastro ambientale e inquinamento.

Nel video un marittimo esordisce così: «Buongiorno a tutti, siamo l’equipaggio della nave Ulysse. Guardateci: il nostro morale è alle stelle. Abbiamo avuto un piccolo problema, ma sono cose che possono succedere a qualsiasi nave. Chi non ha capito cosa è successo, stia zitto. Se il mare è grande, la vostra stupidità lo è ancora di più». Lo stesso marittimo, rivolto ai colleghi (che ridono), chiede: «State bene? Mangiate? Bevete? L’ambiente qui è superbo. L’ambiente è “cool”, grazie. Dio protegga le vostre famiglie». E ancora: «Che cosa pensate del nostro comandante?». «È il migliore sulla terra, della migliore compagnia marittima».

Il marittimo chiude il video inquadrando una televisione accesa: «E adesso guardiamo il cartone animato “Le avventure del panda”. Saluti». Uno dei primi a gridare allo scandalo è stato, su Facebook, il deputato della Coalizione Nazionale Karim Helali: «In quel video compare un marittimo, affiliato a un sindacato, già arrestato per contrabbando di sigarette». Helali ha anche pubblicato la sentenza del tribunale.

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GIALLO NEL MEDITERRANEO ?

Un traghetto della società tunisina Cotunav a 15 miglia di Capo Corso ha speronato il 7 ottobre una nave portacontainer rimanendo incastrata nello scafo da cui è  fuoriuscito un notevole sversamento di olio combustibile. Pubblichiamo la lettera del comandante Malatesta e i comunicati della Guardia Costiera.

Permangono dubbi e perplessità su questa collisione, la portacontainer era ferma? All’ancora ? In una area molto perigliosa e mare profondo. Le due unità sono rimaste qualche giorno incastrate… Il confine con il santuario dei cetacei.

Tempo fa, faceva sorridere un video su YT relativo alla situazione “near miss” di una nave da guerra americana e il custode di un faro in Normandia. Per farla breve, l’unità statunitense non si accorgeva che il target (cioè il faro) sul suo radar era fermo, ritenendo che fosse invece una nave in rotta di collisione.

La tragica vicenda a NordOvest di Capo Corso degli ultimi giorni, cioè una collisione tra un traghetto ed una bulk carrier alla fonda,  ci ha inquietato davvero come persone di mare e come abitanti della costa attigua.

Le condimeteo erano favorevoli: com’è potuto accadere? Ma anche: perchè i media evidenziano il fatto che lo spilling abbia “fortunatamente” una deriva verso Ovest: cioè ci sentiamo sollevati che le “provvidenziali” condimeteo sospingano il materiale inquinante verso un altro punto del Mediterraneo?

Poi, essendo gli equipaggi delle due navi non appartenenti alle nostre comunità, non sentiamo la necessità di criticare il loro operato, esercitato però in un’area di mare regolata dalla massima protezione ambientale.

Senza anticipare nulla, poichè sappiamo bene che le cose di mare si devono capire in mare e non a casa, però stanno sorgendo le prime perplessità: il ponte del traghetto era presidiato? Oppure hanno avuto un’avaria tale da centrare lo scafo dell’inerme bulk carrier alla fonda? O magari è stato fatto di proposito?

Fossimo stati dinnanzi ad altri sinistri marittimi del passato, a quest’ora l’incompetente e improvvisata gogna dei condannati mediatici sarebbe già molto ricca…

Bruno Malatesta

 LE COMUN ICAZIONI DELLA GUARDIA COSTIERA

Continuano sotto il coordinamento delle autorità francesi e in ottemperanza al piano internazionale d’intervento antiquinamento RAMOGEPOL, per conto del Ministero dell’Ambiente, le attività di monitoraggio dei mezzi aerei e navali della Guardia Costiera italiana e le attività di contenimento e bonifica dell’inquinamento svolta dai mezzi Castalia.

Nonostante le attuali ( del 8 ottobre ) condizioni meteomarine risultino essere in peggioramento, la macchia, al momento, non interessa le acque di responsabilità italiana.

La Direzione Marittima di Genova, dando seguito alle indicazioni del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, ha provveduto, in maniera preventiva, ad emanare una diffida ai Comandanti ed Armatori delle navi, al fine di adottare senza ritardo ogni misura atta a prevenire ogni rischio ambientale in un’ area di particolare interesse, dove  risiede la zona di protezione ecologica ed il Santuario dei Cetacei, denominato Pelagos. Analoghi provvedimenti sono stati adottati dalle Direzioni Marittime di Livorno ed Olbia, Comandi Regionali prossimi all’area attualmente interessata dall’inquinamento.

Nella serata di 12 ottobre, intorno alle 21.20, i due mercantili coinvolti nella collisione di domenica scorsa a Nord della Corsica, si sono separati autonomamente probabilmente a causa del moto ondoso.

A seguito di questo accadimento, intorno alla M/N Virginia sono state stese panne assorbenti. Impegnato nell’area per le operazioni di contenimento anche un rimorchiatore Castalia.

Sono in corso valutazioni in merito al trasferimento delle due unità verso porti non italiani.

Questa mattina i mezzi aerei della Guardia Costiera in attività di monitoraggio, hanno riportato uno spostamento di alcune macchie, originariamente avvistate a 14 miglia dalle coste savonesi, verso sud-ovest, con relativo allontanamento dalla costa italiana.

La Guardia Costiera di Savona sulla scorta di queste informazioni, ha emanato, sempre nella serata di ieri, diffida nei confronti delle due unità oggetto della collisione.

Su richiesta della Guardia Costiera italiana e direttiva del Ministro dell’Ambiente sono stati attivati tre mezzi Castalia, concessionaria del servizio di antinquinamento nazionale, che dirigono verso l’area ligure interessata per porre in essere le necessarie operazioni di contenimento dell’inquinamento. Presente sul posto anche una unità navale della Guardia Costiera di Savona.

Mezzi aerei e Nave Peluso della Guardia Costiera italiana continueranno nell’attività di monitoraggio.

(DL News)                                             °*°*°*°*°*°*°

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Collisione in Corsica, si indaga per disastro ambientale

Genova – Il pubblico ministero Fabrizio Givri indaga per la collisione di domenica a Nord della Corsica tra la nave portacontainer Virginia e il traghetto tunisino Ulysse, che ha provocato perdita di fuel oil. Il pm ha aperto un fascicolo per disastro ambientale e inquinamento visto che il carburante fuoriuscito ha raggiunto il mar Ligure.

 

 

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Disincastrati gli scafi del traghetto Ulysse e della portacontainer CLS Virginia

Ieri sera intorno alle ore 21.20 il traghetto Ulysse e la portacontainer CLS Virginia, coinvolti domenica in una collisione avvenuta a nord della Corsica e da allora incastrati con la prua della prima nave incuneata nello scafo del mercantile, si sono separati autonomamente probabilmente a causa del moto ondoso e dei venti.

La Guardia Costiera Italiana ha reso noto che a seguito di questo avvenimento intorno alla CLS Virginia sono state stese panne assorbenti e sono in corso valutazioni in merito al trasferimento delle due unità verso porti non italiani. Quanto ai prodotti inquinanti riversatisi in mare a seguito dell’incidente, la Guardia Costiera ha specificato che questa mattina i propri mezzi aerei in attività di monitoraggio hanno riportato uno spostamento di alcune macchie, originariamente avvistate a 14 miglia dalle coste savonesi, verso sud-ovest, con relativo allontanamento dalla costa italiana. La Guardia Costiera di Savona sulla scorta di queste informazioni, nella serata di ieri ha emanato diffida nei confronti delle due navi oggetto della collisione. Inoltre, su richiesta della Guardia Costiera e direttiva del Ministro dell’Ambiente, sono stati attivati tre mezzi Castalia, concessionaria del servizio di antinquinamento nazionale, che si sono diretti verso l’area ligure interessata per porre in essere le necessarie operazioni di contenimento dell’inquinamento. Sul posto è presente anche un’unità navale della Guardia Costiera di Savona.

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Le Havre, sequestrato carico di cocaina in porto

Le Havre – La dogana di Le Havre, in Francia, ha sequestrato 348 kg di cocaina – per un valore stimato di 30 milioni di euro – occultati all’interno di un container proveniente dall’America centrale. La droga era nascosta fra 2.200 cartoni di merce legalmente trasportata. La scoperta è stata possibile grazie allo scanner in dotazione alle dogane del porto.
Nel corso del 2017 le dogane francesi hanno sequestrato 9,2 tonnellate di cocaina. Il porto di Le Havre si conferma un importante crocevia dei traffici internazionali.

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Collegamenti per Ponza, l’inchiesta coinvolge la Laziomar

Una mala gestione dovuta a scelte dissennate. Sarebbe questa l’accusa per la quale 14 persone tra ex amministratori di Laziomar e funzionari della Regione Lazio sono stati invitati a dedurre dalla Procura della Corte dei Conti del Lazio. L’ipotesi – come si legge sul quotidiano Il Tempo – è quella di aver “buttato a mare” dei soldi per noleggiare traghetti da armatori privati e comprare benzina da fornitori più cari.L’inchiesta del pubblico ministero Lasalvia ha preso il via da una segnalazione della Guardia di Finanza.

Momenti, dunque, tutt’altro che sereni per la Laziomar, che già nei giorni scorsi era stata duramente attaccata dalla senatrice pontine del Movimento Cinque Stelle Marinella Pacifico.

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Inchiesta Laziomar, la senatrice Pacifico torna all’attacco della Regione: bastava ascoltare gli utenti

“Sono convinta a ritenere che l’inchiesta aperta dalla Corte dei Conti sia l’inizio di un processo che inevitabilmente chiamerà a rispondere la politica regionale con le sue scelte e farà emergere altresì le amnesie di un’intera classe dirigente regionale”. Così la senatrice pentastellata pontina Marinella Pacifico, sul caso Laziomar.

“Nei giorni scorsi – scrive in un comunicato stampa – alcune testate giornalistiche riportavano articoli nei quali si annuncia l’apertura di un fascicolo a carico di quattordici persone per la mala gestione di Laziomar. Le indagini svolte dalla guardia di finanza sono state trasmesse alla Corte dei Conti del Lazio. La vicenda Laziomar affonda le radici e vede protagonisti in negativo sia imprenditori sia funzionari della Regione Lazio. Ma abbandoniamo un po’ il tecnicismo amministrativo e forse con risvolti penali soffermiamoci sulle responsabilità politiche di chi ha gestito questa fallimentare operazione di ‘privatizzazioni’ dei trasporti marittimi per le isole ponziane. La mia denuncia politica, ricordata da alcune testate, non nasce certo da un’accurata indagine di polizia giudiziaria, ma semplicemente dalla constatazione dei fatti e dall’ascolto degli utenti di Laziomar. Stupisce che in tutti questi anni il “board” della regione Lazio non abbia vigilato sull’attività, diciamo allegra, di Laziomar, ma stupisce ancor di più che le opposizioni in regione siano state silenti nell’assistere al sistematico saccheggio di un bene dei cittadini, almeno secondo l’accusa”.

La senatrice conclude affermando che “in questi giorni è in discussione al Senato il DDL 497 inerente lo sviluppo delle piccole isole, riconoscendone i ‘gravi e strutturali svantaggi, prevedendo particolari forme di tutela, attraverso provvedimenti e normative, anche in deroga’”. “Appare superfluo ribadire – sono le parole di Pacifico – che sarò attenta e puntuale nel seguire l’iter di questo DDL, non sottraendomi ad assumere responsabilità. E tenendo sempre a mente la citazione di Bertold Brecht: ‘Esiste un giudice a Berlino’”.

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