Lascia un commento

Attività portuali, Di Ciaccio (Ass. Operatori): “la situazione è di grande sofferenza”

I dati riferiti nella relazione dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirrreno Centrale hanno tratteggiato una panoramica dei primi quattro mesi di attività, per l’anno 2018, dei porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta. Su quest’ultimo, in particolare, si è registrato un andamento dell’attività definito “altalenante”, dovuto alla “contrazione delle rinfuse liquide”, ovvero i prodotti raffinati, e ad una “sensibile crescita delle rinfuse solide”, in particolare fertilizzanti. Un quadro del quale si dice sorpreso il Presidente dell’Associazione “Operatori Porto di Gaeta”, Damiano Di Ciaccio, che, commentando queste risultanze, ha spiegato che in realtà la situazione è piuttosto preoccupante.

Di Ciaccio, infatti, non solo conferma i rallentamenti delle attività del pontile petroli legati a lavori di manutenzione della struttura, che oggi ha ripreso a pieno ritmo, ma che hanno fatto registrare la notevole diminuzione, ma afferma anche di non trovare riscontro al dato positivo per le rinfuse solide legato in particolare al “fertilizzante” per il quale “c’è stato un decremento del circa 15% rispetto al primo quadrimestre 2017 – ha spiegato il Presidente Di Ciaccio – e, sempre rispetto allo stesso periodo di riferimento, c’è anche un calo del circa 40% degli approdi complessivi”.

“Ci sono aziende – ha aggiunto Di Ciaccio – in grande sofferenza, una delle primarie ha addirittura attivato la cassa integrazione per alcuni operai. La nostra preoccupazione è così forte che in assemblea abbiamo deciso di chiedere un incontro con tutte le Istituzioni interessate dall’ Autorità Portuale, al Comune di Gaeta ed anche la Regione Lazio, affinchè possano riservarci l’attenzione necessaria per una valorizzazione della nostra attività portuale”.

Annunci
Lascia un commento

Nel 2020 sarà pronto il primo traghetto con propulsione alimentata ad idrogeno

Il consorzio HySeas III guidato dalla società navalmeccanica britannica Ferguson Marine e dall’ateneo britannico University of St. Andrews e costituito dall’istituzione locale scozzese Orkey Islands Council, dalla norvegese Kongsberg Marine, dalla danese Ballard Powere Systems Europe, dalla francese McPhy, dall’agenzia spaziale tedesca Deutsches Zentrum für Luft- und Raumfahrt (DLR) e dalla canadese Interferry realizzerà il primo traghetto al mondo con propulsione alimentata ad idrogeno.

Per la realizzazione del progetto sono previsti costi pari a 12,6 milioni di euro, di cui 9,3 milioni di euro saranno finanziati dall’Unione Europea attraverso Horizon 2020, il programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione.

Secondo le previsioni del consorzio, che inizierà formalmente l’attività il prossimo 1° luglio, il traghetto alimentato con celle a combustibile a idrogeno potrà essere completato nel 2020. L’innovativa nave per il trasporto di passeggeri e veicoli sarà impiegata lungo le coste della Scozia, principalmente nelle acque delle Isole Orcadi, dove già sono presenti impianti per la produzione di idrogeno da fonti energetiche rinnovabili.

 

Lascia un commento

Monfalcone, varo tecnico per Costa Venezia

Costa Crociere e Fincantieri hanno celebrato venerdì, nello stabilimento di Monfalcone, il varo tecnico di Costa Venezia, la prima nave progettata e costruita per il mercato cinese. Durante la cerimonia Costa Venezia ha toccato il mare per la prima volta. La celebrazione ha seguito il protocollo previsto dalla tradizione marinara per queste occasioni, con l’allagamento del bacino dove la nave ha preso forma negli ultimi mesi, a seguito del taglio del nastro per la rottura della bottiglia da parte della madrina Chiara Ustulin, una dipendente del cantiere di Monfalcone. Costa Venezia entrerà in servizio a marzo 2019, una volta completati gli allestimenti interni.

«Dal suo concepimento sino al varo tecnico, tutto è stato progettato pensando al cliente cinese», commenta Mario Zanetti, Direttore Generale di Costa Group Asia. «Oggi celebriamo una tappa che potenzierà l’impegno di Costa in un mercato emergente», ha aggiunto Luigi Matarazzo, direttore New Building-Direzione Navi Mercantili di Fincantieri.

Sarà la più grande innovazione introdotta da Costa nel mercato cinese dal 2006, anno in cui la compagnia è entrata per prima al mondo nel mercato locale. Con una stazza di 135,500 tonnellate, una lunghezza di 323 metri e una capacità di oltre 5,100 passeggeri, Costa Venezia sarà la più grande nave da crociera di Costa in Cina.

Prima di arrivare in Cina il prossimo maggio, Costa Venezia salperà per due crociere, entrambe in partenza dal porto italiano di Trieste. Il 3 marzo 2019 partirà la crociera vernissage in Grecia e Croazia, seguita l’8 marzo da una crociera inaugurale di 53 giorni che attraverserà il Mediterraneo, il Medio Oriente, il sud-est asiatico e l’Asia orientale, prima di arrivare a Tokyo. Quella di vernissage e la crociera inaugurale saranno le uniche partenze disponibili per gli ospiti europei e americani verso l’Asia. Dal 18 maggio 2019 infatti Costa Venezia sarà dedicata esclusivamente agli ospiti cinesi, offrendo crociere in Asia con partenza da Shanghai.

Una gemella di Costa Venezia è attualmente in costruzione da Fincantieri a Marghera, con consegna prevista nel 2020. Queste due nuove navi per l’Asia porteranno a 14 il numero totale di navi Costa costruite da Fincantieri in Italia, per un investimento complessivo di oltre 6 miliardi di euro. I progetti per la costruzione delle nuove navi stanno coinvolgendo migliaia di lavoratori dei cantieri e dipendenti dell’indotto. I benefici per l’occupazione non riguardano solo i cantieri ma, soprattutto per l’allestimento degli interni, anche imprese esterne, la maggior parte delle quali italiane.

Il piano di espansione del Gruppo Costa prevede in totale 7 nuove navi in arrivo entro il 2023. Dopo Costa Venezia arriverà Costa Smeralda, nuova ammiraglia del marchio Costa Crociere, la cui entrata in servizio è prevista nell’ottobre 2019.

Lascia un commento

La Sardegna e le tariffe Tirrenia: salasso per i turisti e una beffa per i residenti

L’aspetto più strano è che se sei donna paghi meno di un residente o nativo in Sardegna. È l’offerta Tirrenia, valida per chi prenota entro domenica 24 giugno una partenza verso la Sardegna sino alla fine di novembre 2018: l’unica condizione è che oltre alla donna ci sia almeno un’altra persona di età superiore agli 11 anni.

Ma è al ritorno che si scopre quanto è cara la nostra bella isola.  Ecco allora quanto spende la coppia uomo-donna con viaggio d’andata il 25 luglio e rientro il 20 agosto: 517 euro da Civitavecchia a Olbia, 793 da Genova a Porto Torres. Se invece la coppia è formata da due uomini o da due donne, niente sconto: il prezzo sale di circa 100 euro. Molto più alto il conto se a partire è la famiglia tipo, due adulti e due bambini, con una differenza di circa 200 euro tra residenti e non residenti

Lascia un commento

Livorno, ridotte le tariffe per il rimorchio

Livorno – Il porto di Livorno dalla mezzanotte di oggi offrirà nuove tariffe del servizio di rimorchio che resteranno in vigore per il prossimo biennio e, spiega l’ammiraglio Giuseppe Tarzia, comandante del porto livornese, si tratta di «una vera svolta per lo scalo labronico: il provvedimento è scaturito da una complessa istruttoria condotta dalla Capitaneria di porto e che ha coinvolto le associazioni più rappresentative delle categorie produttive».

«Sono stati eliminati – sottolinea Tarzia – i costi per il passaggio del cavo, quelli relativi all’uso del rimorchiatore fuori le ostruzioni del porto in ingresso e uscita, si è rideterminato, riducendolo e uniformandolo per tutti i servizi tecnico nautici, l’orario notturno. Una scelta che ha trovato anche la collaborazione della stessa società concessionaria del servizio, l’azienda Neri, e che ha generato una ricaduta virtuosa sulle tariffe di accosto, riducendole fino al 40-50%. Ora una portacontainer di 300 metri, di 94 mila tonnellate di stazza, avrà un risparmio in termini di costi anche fino al 44%, mentre il risparmio per una nave traghetto di 172 metri, di 34 mila tonnellate, si attesterà intorno al 40%». Tarzia ha annunciato anche «l’ultimazione dell’impianto di illuminazione del canale del Marzocco che, dopo un’adeguata sperimentazione, entro fine giugno, potrà permettere l’ingresso delle grandi navi portacontainer anche in orari notturni». «Auspico – ha concluso – che si provveda alla realizzazione del “micro-tunnel” che porterà a un ampliamento della larghezza navigabile del canale del Marzocco fino a 120 metri, ovvero il massimo possibile, in attesa dei grandi interventi previsti con la realizzazione della Darsena Europa».

 

 

Lascia un commento

Operaio morto su nave Virgin a Genova, indagato il fratello

Genova – Il sostituto procuratore genovese Stefano Puppo ha indagato per omicidio colposo il fratello di Salvatore Lombardo, l’operaio di 43 anni, morto la settimana scorsa a Sestri Ponente mentre lavorava nello stabilimento Fincantieri. L’uomo è stato iscritto nel registro perché capo squadra e quindi con un ruolo di responsabilità in materia di sicurezza.
Domani, intanto, verrà eseguita l’autopsia. Non è escluso che nelle prossime settimane il numero degli indagati possa aumentare. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Lombardo era seduto su un asse di legno dell’impalcatura sulla quale stava lavorando, senza imbragatura, e avrebbe perso l’equilibrio per afferrare una bottiglia di acqua. Da accertare se l’asse era assicurato correttamente. L’uomo è caduto da circa 20 metri. L’area dove è avvenuta la tragedia è quella che sarà il vano ascensore della nave dove era stata montata una impalcatura per consentire agli operai di lavorare ai vari livelli.

Lascia un commento

Onorato: «Cociancich in vigore, ma nessuno vigila»

Genova – «La Legge Cociancich è vigente dall’11 giugno scorso, ma per alcuni armatori la violazione di legge sembra essere la norma, considerato che su numerose navi battenti bandiera italiana, e beneficiarie dei vantaggi del Registro internazionale marittimo, continuano a essere imbarcati e a lavorare marittimi extra-comunitari».

A denunciarlo è Vincenzo Onorato, che chiede con urgenza un intervento del Ministero competente e delle Capitanerie di porto, che dovrebbero vigilare sull’applicazione della legge «sulle garanzie che questa fornisce ai marittimi italiani e comunitari e specialmente sui vantaggi di cui usufruiscono gli armatori italiani. Il decreto Cociancich, non impedisce l’imbarco di lavoratori extracomunitari, ma la fruizione dei benefici da parte dell’armatore che li imbarca anche sulle rotte in continuità da porti italiani, e che in questo caso perde il diritto di accedere alla tonnage tax, come illustrato in modo trasparente e chiaro nel parere favorevole espresso della Commissione europea» spiega l’armatore in una nota.

«Purtroppo – sottolinea Onorato – anche quello che avevamo definito un piccolo, ma significativo passo in avanti sulla strada di un ripristino della legalità nel settore marittimo italiano e della tutela dei diritti dei marittimi italiani, rischia di essere vanificato nei fatti: se è vero che un numero consistente di marittimi extra-comunitari è stato sbarcato, è altrettanto vero che la presenza di extracomunitari su navi battenti bandiera italiana (e rientranti nelle more ostative al riconoscimento di un trattamento fiscale e contributivo del tutto privilegiato agli armatori) continua a essere la regola».

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: