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Lazio, cambio al vertice della Direzione Marittima

Il capitano di vascello Francesco Tomas è il nuovo direttore marittimo del Lazio e sostituisce nell’incarico il contrammiraglio Vincenzo Leone, destinato ad assumere altre mansioni presso la città di Roma. Durante la cerimonia di passaggio di consegne tenuta a Civitavecchia, Tomas, che proviene dalla Direzione Marittima della Toscana con sede a Livorno, ha sottolineato il concetto di continuità, intesa come obiettivo primario da garantire e coltivare quale solida base per immaginare un futuro di sostenibili innovazioni.

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Portacontainer, in calo la flotta internazionale

Genova – Secondo gli ultimi dati di Alphaliner, le compagnie portacontainer non stanno soltanto mettendo a riposo una fetta consistente della propria flotta, ma stanno proprio riducendo la propria capacità di stiva. In alcuni casi, come per Maersk, questo significa anche perdere quota nella percentuale complessiva della flotta mondiale. La compagnia danese non si mostra però preoccupata per questa conseguenza. Secondo i dati di Alphaliner, soltanto Hmm fra i 12 maggiori carrier del mondo ha visto aumentare nel 2020 la propria capacità di stiva. Tutti gli altri 11 hanno ridotto. Come conseguenza, Hmm è la compagnia che ha dovuto mettere a riposo la percentuale maggiore della propria flotta, circa il 33 per cento. All’overcapacity della compagnia sudcoreana Hmm hanno concorso due fattori.

Da un lato, la fine della collaborazione con l’alleanza 2M ha provocato il ritorno di nove unità, per complessivi 100.000 teu, che facevano già parte della flotta, ma che adesso dovranno trovare una nuova occupazione. Dall’altro è in corso un aumento consistente della stiva grazie alla commessa per dodici portacontainer da 24.000 teu, di cui quattro sono già state consegnate a giugno. Questo ha fatto sì che Hmm superasse Yang Ming nella classifica internazionale delle flotte portacontainer raggiungendo l’ottavo posto con 552 mila teu di capacità. Per contro le altre compagnie hanno ridotto la propria flotta nel 2020, in maniera più o meno consistente. Ad esempio, Maersk ha ridotto la propria flotta di 236 mila teu rispetto alla fine del 2019. La sua quota di stiva rispetto alla capacità globale è così scesa dal 17,8 al 16,6 per cento. La taiwanese Wan Hai non ha rinnovato molti contratti di noleggio, restituendo le navi e riducendo la propria capacità del 14 per cento, il tasso maggiore fra le 12 principali compagnie. Un’altra compagnia regionale del Far East, Pil, ha dovuto vendere sei portacontainer da 12 mila teu, riducendo la propria capacità del 10,2 per cento. Le compagnie che hanno ridotto di meno, se si esclude Hmm che è aumentata, sono Hapag Lloyd (-0,2 per cento) e Cma-Cgm (-1 per cento). Alphaliner ha giudicato positivamente la scelta di Maersk di non ordinare nuove megaportacontainer, una decisione che “non sarà certamente rimpianta nel quartier generale di Copenaghen in questi difficili tempi di riduzione del carico”.
Tuttavia un mese fa la stessa Alphaliner, notando che la percentuale di portacontainer a riposo aveva raggiunto l’11,6 per cento dell’intera flotta mondiale, aveva detto che forse le compagnie avevano sovrastimato il calo di domanda di stiva in maggio. Come detto, la compagnia che ha messo la fetta maggiore di flotta a riposo è stata appunto Hmm (32,9 per cento al primo giugno).

 

 

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Ripartenza crociere, Clia presenta le linee guida Ue

Clia, l’associazione internazionale dell’industria crocieristica, considera un importante passo verso la ripartenza delle crociere in Europa la pubblicazione da parte dell’Unione europea degli EU Healthy Gateways, il vademecum provvisorio per la ripresa delle operazioni. Le compagnie aderenti a Clia sono stati attivamente impegnate nell’elaborazione di queste linee guida e continueranno a lavorare con il gruppo di esperti Ue per definire la fattibilità e l’idoneità del vademecum come quadro di riferimento pan-europeo, all’interno del quale sarà possibile riprendere le operazioni.

Le compagnie, riferisce l’associazione, sono attualmente al lavoro anche per identificare gli opportuni protocolli di sicurezza sulla base delle indicazioni che progressivamente provengono dalle autorità sanitarie e dagli esperti medici. Tali protocolli hanno lo scopo di coprire i passeggeri dal momento della prenotazione, per tutta la durata della vacanza, fino al loro ritorno a casa in totale sicurezza. Le linee guida pubblicate oggi contribuiranno alla stesura di tali protocolli e ad innalzare il livello di fiducia dei nostri clienti, così come degli equipaggi.

“Per Clia la priorità assoluta è la salute e la sicurezza dei passeggeri e degli equipaggi – dice Tom Boardley, segretario generale di Clia Europe – e queste linee guida pubblicate dalle autorità sanitarie europee forniscono un’utile strumento alle compagnie di crociera che si preparano a riprendere le operazioni”. Clia prevede una ripresa graduale delle operazioni. Il ritorno a pieno regime dipenderà da una serie di fattori, tra cui gli accordi internazionali, nazionali e locali, i livelli di diffusione del Covid-19 nei singoli territori, così come i progressi nella rilevazione, nel trattamento e nella prevenzione del virus.

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Non esiste una contrapposizione tra marittimi e portuali, ma la necessità di modelli operativi di efficienza

Non si può tornare di un colpo alla situazione di 25 anni fa. È la posizione di Assarmatori, che manifesta tutta la sua perplessità riguardo a un’ipotesi di emendamento al Decreto Rilancio in materia di trasporto marittimo che, modificando l’articolo 16 della Legge 84/94, rende ulteriormente e inutilmente complicato – oltre che molto più oneroso – il ricorso all’autoproduzione delle operazioni portuali da parte delle compagnie di navigazione.

L’introduzione di nuovi requisiti e ulteriori meccanismi per l’autoproduzione, quali sono quelli previsti dalle proposte emendative presentate o abbozzate, comporterebbe non solo significativi passi indietro per la tutela del diritto all’autoproduzione, ma anche un danno per l’efficienza e la competitività del sistema portuale, e un freno allo sviluppo dei traffici marittimi.

È invece evidente che il nostro Paese e in particolare il settore dello shipping hanno un’urgentissima necessità di migliorare il livello di efficienza e di competitività del sistema, anche grazie a meccanismi di semplificazione amministrativa e burocratica, oltre che di riduzione dei costi. A maggior ragione in un momento di estrema necessità per un settore che sta reagendo alla crisi in atto con le sole proprie forze.

Va sottolineato, a riguardo, che le norme relative all’autoproduzione dei servizi portuali sono già sufficientemente chiare e rispondenti ai necessari standard di sicurezza in materia. L’attuale assetto normativo, peraltro, prevede già un regime che tutela le imprese portuali, mettendole in grado di operare in un regime autorizzatorio di garanzia. Nell’ambito di tale regime, il diritto all’autoproduzione dei servizi da parte dell’utenza, in questo caso le compagnie, è un principio generale del nostro ordinamento e rappresenta un contrappeso necessario, un punto di equilibrio essenziale per consentire agli armatori di perseguire, nel totale rispetto delle norme sicurezza, condizioni di efficienza operativa nei casi in cui le imprese portuali presenti non fossero nella possibilità di offrire un servizio adeguato alle condizioni economiche.

Assarmatori è convinta che l’interesse comune del sistema portuale e marittimo sia quello di crescere ed è pronta a discutere, attraverso un confronto serio e costruttivo con tutte le parti interessate – in sede ministeriale – di come garantire un’applicazione rigorosa e uniforme delle norme esistenti, finalizzate a tutelare nel miglior modo possibile la salute e la sicurezza delle persone che lavorano nei porti e sulle navi.

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Vertenza Blujet, cambia data sciopero: sindacati annunciano nuovo stop per aliscafi

La data dello sciopero indetto dai sindacati in merito alla vertenza Blujet cambia. Lo annunciano in una nota le sigle sindacali.

“In riferimento alle violazioni rilevate dalla Commissione di Garanzia revocano lo sciopero di 24 ore dalle ore 21.00 del 2 luglio alle ore 20.59 del 3 luglio del personale dipendente dalla Blujet. Considerato che in data 27 maggio 2019 la Filt ha attivato le procedure di raffreddamento nei confronti della Società Blujet  – prosegue la nota dei sindacati – chiuse negativamente per mancanza di convocazione nei termini previsti dalle norme vigenti; che in data 26 giugno 2019 presso la Prefettura di Messina la Filt ha esperito la seconda fase delle procedure di raffreddamento con esito negativo; che in data 20 settembre 2019 la Filt ha proclamato ed effettuato una prima giornata di sciopero, con adesione formale all’azione di sciopero della Uiltrasporti Sicilia; che in data 24/25 Ottobre, 27/28 Novembre; 15/16 Dicembre 2019, 20/21 gennaio, 24/25 febbraio 2020 hanno effettuato Filt e Uiltrasporti ulteriori giornate di sciopero; che durante la fase acuta della Pandemia Covid 19 con senso di responsabilità non sono state effettuate azioni di lotta, determinando il superamento dei limiti temporali previsti dalle norme che in data 9 giugno 2020 la FILT e la UILT Segreterie Regionali Sicilia hanno attivato la Ripetizione delle Procedure di Raffreddamento; che la vertenza non ha trovato nessuna risposta in quanto la Società Blujet, pur espletando per il Gruppo RFI il servizio di continuità territoriale passeggeri sullo Stretto di Messina (mezzi veloci), non applica al proprio personale dipendente regole contrattuali univoche a quelli dipendenti della Società RFI (traghetti-navigazione), che sono impegnati a garantire la stessa continuità territoriale su “Ferro”, si proclama una ulteriore azione di sciopero di 24 ore dalle 21 del 13 luglio alle 20.59 del 14 luglio di tutto il personale dipendente dalla Blujet. Questo il programma: personale navigante da effettuarsi dalle 21 del 13 luglio alle 20.50 del 14 luglio; personale amministrativo: intero turno del 14 luglio. Lo sciopero è proclamato nel rispetto di quanto previsto nella legge 146/90 e saranno garantiti i servizi minimi”.

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Nautica, fatturato 2020 verso -13%

Genova – Il settore della nautica – che in Italia occupa una filiera di 180 mila persone, 15 mila in Liguria – prevede un calo di fatturato del 13% da qui a fine 2020: è la previsione elaborata dall’ufficio studi Confindustria Nautica, presentata al Blue Economy Summit in organizzato dal Comune di Genova, in corso in questi giorni nel capoluogo ligure.

Si tratta – spiega il responsabile dell’ufficio, Stefano Pagani – di una delle stime elaborate durante le chiusure forzate: «In questo caso si tratta di una valutazione con un orizzonte di lockdown fino al 15 aprile, che prevedeva un impatto occupazionale» a livello Italia «di 5.000 persone: oggi, anche alla luce degli ordinativi, migliori del previsto, sono stime che per ora si possono rivedere al ribasso».

Ma la preoccupazione rimane, specialmente nel charter nautico, dove sull’estate pesano due elementi: il primo, spiega Pagani, è l’impossibilità a norma di legge, per i non congiunti, di condividere spazi comuni a bordo; il secondo è soprattutto il blocco, ancora rilevante, della mobilità internazionale, così che molta clientela solitamente presente in Italia (Usa, Est Europa, Paesi arabi, Sud-Est asiatico) quest’anno mancherà all’appello, con ripercussioni sulle fasce di lavoratori più esposte, come gli stagionali.

Sul fronte del charter lunedì tra l’altro è tornato anche Saverio Cecchi, presidente Confindustria nautica (e da inizio settimana anche de I Saloni Nautici), che all’assemblea associativa ha definito «inaccettabile l’aumento dell’Iva» proprio sul charter nautico e ha criticato «la lentezza del rilascio delle nuove immatricolazioni di unità da diporto».

La burocrazia complessa,osserva Lorenzo Pollicardo, direttore tecnico della Sybass, è uno dei motivi per cui oggi il 50% degli yacht sopra 24 metri è realizzato in Italia, ma di questi solo il 4% batte bandiera italiana – così come le carenze in ambito formativo, dice Paolo Blaffard, presidente di Amadi, fanno sì che il grosso degli equipaggi raramente sia italiano.

Alla Bes, sul fronte della cantieristica, ma questa volta navale, Andrea La Mattina, studio legale BonelliErede, ha sottolineato la necessità di contratti a salvaguardia non solo di armatore e cantiere – nel caso di ritardi dovuti al coronavirus, come in effetti sta accadendo anche in Italia – ma anche della filiera che sostiene l’industria e si trova però in una situazione di maggiore debolezza. Il virus intanto sta facendo crescere le richieste di indennizzi sulla responsabilità degli armatori: questo, spiega Antonio Talarico, general manager di Pl Ferrari & Co. potrebbe creare problemi, vista la contestuale diminuzione degli incassi delle assicurazioni su corpi e merce dovuti al rallentamento dei traffici: «È possibile quindi che si vada verso un aumento dei prezzi».

 

 

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Sedi INPS: dal 1° luglio la riapertura al pubblico

Si comunica che dal 1° luglio riaprono gli sportelli Inps dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 12:30. L’accesso nelle sedi dell’Istituto dovrà essere prenotato attraverso i seguenti canali:

  • Contact center, chiamando al numero 803.164 (da rete fissa) o 06.164.164 (da rete mobile);
  • app INPS Mobile;
  • sito web.

In considerazione dell’emergenza sanitaria ancora in corso, il servizio di informazione e di consulenza al pubblico nelle sedi della regione Lombardia continua ad essere garantito esclusivamente in modalità telefonica tramite:

  • Contact center, chiamando al numero 803.164 (da rete fissa) o 06.164.164 (da rete mobile);
  • Sportello telefonico provinciale;
  • Prenotazione di una richiamata dall’operatore Inps tramite Contact Center, app INPS Mobile e sito web (app INPS Mobile e sito web)

Infine, il servizio di consulenza per gli intermediari istituzionali e gli altri utenti abilitati ai “Cassetti” continuerà ad essere assicurato a distanza tramite videochiamata o via telefono.

 

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Prepensionamento per i marittimi della Diamond Princess, il Giappone si indigna

Tokyo – Ha suscitato forti polemiche la decisione della Carnival Jjapan, filiale giapponese della società proprietaria della Diamond Princess, di prepensionare parte dei lavoratori giapponesi impiegati come equipaggio. La nave da crociera, bloccata dalle autorità sanitarie giapponesi per un mese lo scorso febbraio in quarantena a largo della costa di Yokohama, era risultata uno dei primi imponenti focolai di coronavirus registrati ad inizio pandemia, con oltre 700 contagi e 6 vittime su 3.711 persone a bordo.

Secondo l’Unione sindacale di Tokyo, che rappresenta la categoria dei lavoratori della nave, la società avrebbe imposto a 24 dei 70 dipendenti regolari il prepensionamento ad inizio giugno, a causa delle «irreversibili condizioni di deterioramento del mercato a causa della diffusione della pandemia di Covid-19». I licenziamenti hanno riguardato la parte dell’equipaggio che aveva affrontato in prima linea la quarantena, affrontando secondo l’opinione pubblica «eroicamente» le difficili condizioni sanitarie e di gestione delle persone a bordo.

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Traghetti Gnv hanno certificazione no codiv per spazi comuni

(ANSA) – GENOVA, 30 GIU – Si chiama Biosafety Trust Certification, l’innovativo schema di certificazione Rina per prevenire e mitigare la diffusione di infezioni nei luoghi di aggregazione: Gnv è la prima compagnia di traghetti a riceverla.

Una certificazione che include, oltre alle navi della flotta anche i terminal portuali italiani merci e passeggeri, e gli uffici amministrativi. A bordo l’ufficiale nominato Head Procedure Controller Officer lavorerà con uno staff composto da professionisti che eseguono sistematicamente dei rilievi e segnalano eventuali incongruenze comunicandole al Comitato Biosafety al fine di prendere decisioni tempestive nel caso di rischi biologici da infezioni di qualsiasi tipo. “Lo schema Biosafety Trust di Rina prevede corsi di formazione. Siamo molto soddisfatti di questo importante risultato: vogliamo che il sistema di gestione sia codificato e diffuso in tutti gli ambiti aziendali, di modo che la consapevolezza e l’attenzione a questo aspetto sia radicata a tutti i livelli gestionali e che ci si attivi prontamente per la prevenzione e la gestione dei rischi.

– dichiara Matteo Catani, Ceo di Gnv – L’obiettivo è di rendere il viaggio in traghetto la tipologia di viaggio più sicuro in assoluto anche sotto questo aspetto”. (ANSA).

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Alla deriva a 40 miglia dalle isole: la Guardia Costiera trae in salvo 4 persone

Ieri sera, la Guardia Costiera di Ponza, sotto il coordinamento della Direzione Marittima di Civitavecchia, Comando regionale del Lazio, ha tratto in salvo quattro persone a bordo di una unità da diporto, disperse a 40 miglia a largo delle isole Pontine.

La sala operativa di Ponza riceveva infatti, alle ore 12.00 circa, segnalazione da parte dei familiari dei malcapitati del mancato arrivo dell’unità da diporto, che sarebbe dovuta giungere nel porto di Anzio tre ore prima.

Veniva disposto così l’immediato intervento della Motovedetta CP 2090 dell’Ufficio circondariale marittimo di Ponza e chiesta, contestualmente, la collaborazione di un elicottero dei Vigili del Fuoco per la ricerca del natante disperso, nonché l’intervento di un mezzo aereo del Corpo, il Manta 10-02, per rafforzare il pattugliamento del tratto di mare interessato.

Il conduttore dell’unità, in navigazione da Ponza, a causa di un errore nell’impostazione della rotta, trovandosi in mare aperto senza alcun punto di riferimento e lontano dai ripetitori telefonici, non poteva in alcun modo contattare i soccorsi.

Solo successivamente, alle ore 17.00 circa, dopo diverse ore di ricerca, il conduttore dell’unità riusciva ad inviare via sms la propria posizione satellitare. Il velivolo della Guardia Costiera provvedeva così ad intercettare l’unità in mare aperto, alla deriva, ma in buono stato di galleggiabilità, a circa 32 miglia a sud dall’isola di Ventotene.

Alle ore 23.00 l’unità, assistita dalla motovedetta CP 2090, faceva finalmente rientro in sicurezza sull’isola di Ponza.

 

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