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Maldive, catturate due navi di pirati

Londra – Il governo delle Maldive ha annunciato di avere catturato due navi di pirati. Le unità battevano bandiera somala per sfuggire ai controlli. In totale sono state arrestate 19 persone.

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Petroliera affondata, in mare una chiazza di 100 chilometri

Pechino – Il greggio finito nel mar Cinese orientale ha formato una chiazza grande oltre 100 km quadrati e ha dato il via a una corsa contro il tempo per evitare che i danni al ricco ecosistema dell’area diventino irreparabili. L’incendio in superficie del condensato fuoriuscito dalla petroliera iraniana Sanchi, affondata domenica a otto giorni dalla collisione del 6 gennaio con il mercantile Cf Crystal al largo di Shanghai, è stato domato in giornata e ha permesso di accelerare i tempi delle attività di pulizia marina. Due navi cinesi hanno cominciato a spruzzare agenti chimici allo scopo di dissolvere il composto di gas e liquidi tossici finiti su un’area che per effetto di correnti marine e moto ondoso continua ad ampliarsi, in abse al resoconto della tv statale cinese Cctv. Lo stop alla ricerca su vasta scala dei 29 residui dispersi dell’equipaggio della Sanchi (solo 3 corpi sono stati ritrovati) e la fine dell’incendio hanno consentito ai soccorritori di concentrarsi solo sulla questione ambientale visto che la nave sta continuando a riversare il carico di 136.000 tonnellate di raffinato tossico e infiammabile.

La petroliera registrata a Panama è affondata, secondo la guardia costiera giapponese, a meno di 300 km a ovest di Amami-Oshima, isola della prefettura meridionale di Kagoshima. Fu Pengcheng, professore del College of Life Science and Biotechnology all’Università di Pechino di tecnologia chimica, ha messo in guardia dal fatto che il recupero dei danni dell’ondata nera potrebbe richiedere decenni, forse secoli. Fu, citato dai media cinesi, ha notato che fermare la falla sarà difficile e i lavori di pulizia «devono prevenire una vasta quantità di greggio dalla fuoriuscita», costinuendo una minaccia diretta alla vita marina, alla pesca e alle attività produttive correlate. Cruciale, a tal proposito, è l’invio di una squadra di esperti capace «di valutare la situazione e di fare un piano appropriato per minimizzare i danni».Parte del condensato scivolerà sul fondale marino e parte resterà in superficie finendo sulle spiagge della costa cinese e di alcuni Paesi confinanti. Minimizzare il disastro, ha concluso Fu, impone un combinato di approcci fisici, chimici e biologici di lungo periodo. L’uso di soluzioni chimiche potrebbe provocare forme di inquinamento secondario: meglio il ricorso a bio-rimedi come batteri che possono neutralizzare le tossine in materiali inerti.

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Anche Franza dentro AssArmatori

Messina – «Guardiamo con grande interesse ed estremo favore alla costituzione di un nuovo strumento di promozione collettiva degli interessi degli armatori, che ingloba in sé anche Fedarlinea e ne supera i limiti, contenendo al suo interno tutto il cluster marittimo -. A dichiararlo è Vincenzo Franza, presidente di Caronte & Tourist Isole Minori, società che gestisce anche il comparto traghetti della Siremar -. Pur auspicando una ricomposizione della rappresentanza datoriale in ambito marittimo, riteniamo che quella di AssArmatori sia una modalità intercategoriale e confederale – sottolinea Franza – che, per quanto attiene il trasporto pubblico locale via mare, e in particolare quello destinatario di sovvenzioni pubbliche, si mostra assolutamente idonea alla costruzione di un sistema efficace e incisivo di tutela di diritti e prerogative».

Proprio in ragione dell’adesione pressoché totale di tutto il segmentodel Trasporto pubblico locale, Caronte & Tourist Isole Minori intende definire a breve la propria partecipazione all’iniziativa.

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AssArmatori, Catani (Gnv): «Interlocutore privilegiato delle istituzioni»

Civitavecchia – A margine del convegno “Le Autostrade del mare per connettere l’Italia” organizzato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti presso l’Adsp del Mar Tirreno Centro Settentrionale, il numero uno di Gnv Matteo Catani ha commentato l’adesione della compagnia alla nuova associazione di armatori AssArmatori. «Per Gnv – ha spiegato l’ad della compagnia – si tratta di sostenere una Confederazione che, per la capacità di rappresentare tutti i settori dell’armamento operanti in Italia, diverrà interlocutore privilegiato delle istituzioni per lo sviluppo delle politiche di valorizzazione della risorsa mare, e attraverso queste ci consentirà di proseguire nella nostra missione di servizio ai territori e quindi al rafforzamento del loro tessuto economico. Penso, per esempio, ai recenti potenziamenti delle nostre linee da e per la Sicilia nell’ambito della rete Autostrade del Mare, in risposta alle specifiche esigenze di aziende di trasporto e piattaforme logistiche, che potranno essere rafforzate da un contesto normativo e operativo favorevole, a supporto di nuove iniziative: questo è uno degli obiettivi su cui AssArmatori ha già iniziato a lavorare».

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AssArmatori, Royal Caribbean tra i possibili nuovi soci

Genova – «Non è una rivincita personale: nessun rancore o livore. Anzi, spero di collaborare con loro su molti temi». È passato un anno da quando Stefano Messina era il favorito per la presidenza di Confitarma. L’imprenditore genovese è da ieri il numero uno di AssArmatori, la nuova “casa” alternativa all’associazione guidata da Mario Mattioli. «Le idee del programma che ci siamo dati sono le stesse che avrei voluto portare in Confitarma. A volte nella vita le cose non vanno come preventivato. Ma i contenuti sono gli stessi di allora».

Il ruolo di Msc
La compagnia di Aponte, con le divisioni cargo e crociere, è «già dentro l’associazione: è un fatto importante. Chi investe in Italia, scala i nostri porti e dà lavoro a marittimi del nostro Paese, deve essere rappresentato. Avrei portato questa idea anche se fossi stato eletto in Confitarma». Lo scopo è quindi aprire le porte a chi investe in Italia perchè il tema della logistica «è culturalmente maturo – spiega Messina – Dagli slogan a favore della logistica ora dobbiamo passare ai fatti». AssArmatori conta già sull’adesione di altre compagnie e complessivamente rappresenta gruppi che operano oltre 600 navi per un’occupazione diretta di circa 70 mila addetti: «Ci sono tutti i comparti strategici per la connettività e lo sviluppo economico» spiega Messina. «Tra i punti fondamentali del programma c’è anche la rappresentanza degli utenti dei porti: sono loro che portano traffico e lì vanno fatti gli investimenti».

Il rapporto con Confitarma
Stefano Messina tende la mano all’associazione degli armatori guidata da Mattioli: «Su molti temi lavoreremo insieme. A cominciare dai marittimi: sul tavolo c’è il contratto degli equipaggi, una pagina importante per il nostro settore. Auspico che si possa lavorare insieme. Noi siamo disponibili. E presto incontrerò Mattioli». Nessuna «contrapposizione» fra antagonisti come spiega Messina, anzi: già a fine mese ci sarà il primo incontro tra i due presidenti «perché su molti temi dovremo confrontarci e dialogare».

Nuovi ingressi
Come anticipato dal Secolo XIX/TheMediTelgraph, i fondatori dell’associazione sono la “Ignazio Messina & C”, Grandi Navi Veloci, Italia Marittima, Finaval (gruppo Fagioli), Fedarlinea (l’associazione che riunisce le compagnie attive nel cabotaggio tra Moby, Tirrenia, Snav, Delcomar, Maddalena lines, Toremar, e Caremar). Insieme a loro, ci saranno Msc e Caronte & Tourist. «Poi a breve sono previsti altri ingressi». Stefano Messina non si sbilancia, ma oltre ai “ribelli” di Confitarma e alla galassia Fedarlinea, sul tavolo ci sono già diverse trattative. Secondo quanto risulta al Secolo XIX/TheMediTelegraphd’Amico, tra le principali compagnie italiane, non entrerà nell’associazione dopo essere uscita da Confitarma alcuni mesi fa. Continua la strategia stand alone in ambito associativo del gruppo guidato da Cesare e Paolo. Diverse fonti di settore spiegano che potrebbero entrare Royal Caribbean (compagnia Usa attiva in Italia) e Pillarstone, attualmente in Confitarma. Il fondo detiene il 100% di Premuda, e ha depositato l’istanza di fallimento di Rbd: già a luglio l’associazione guidata da Mattioli si era scagliata contro la gestione dell’operazione. Ora che il crac da 1 miliardo si è materializzato, potrebbe essere giunto il momento per il fondo di cambiare casa.

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Marittimi: al via al progetto alternanza scuola-lavoro per l’ex nautico Da Vinci/Torre

Si sono imbarcati ieri alle 15,30 dal porto di Trapani, i primi dodici studenti dell’Istituto d’istruzione superiore, ex nautico, Da Vinci/Torre della città, grazie al progetto di alternanza scuola-lavoro avviato dal dirigente scolastico Erasmo Miceli e i tutor, insieme alla Caronte & Tourist isole minori e promosso dalla Federazione Trasporti della Cisl e dalla Cisl Scuola. Gli studenti delle quarte classi aspiranti ufficiali di macchina e di coperta, sono infatti saliti a bordo della nave Simone Martini diretta alle Isole Egadi. “E’ la prima volta che un progetto di questo tipo coinvolge la Caronte per questa rotta, siamo soddisfatti di aver fatto da tramite fra l’istituto e l’azienda – spiegano Rosanna Grimaudo responsabile Fit Cisl Trapani e Dino Biondo segretario territoriale Cisl Scuola Palermo Trapani – e di aver reso possibile questa importante e preziosa esperienza per i ragazzi che intendono intraprendere la professione di ufficiali di macchina e di coperta”.

“Siamo convinti  – commenta Leonardo La Piana segretario generale Cisl Palermo Trapani  – che il sindacato debba svolgere appieno anche questo ruolo, quello di creare contatti fra le scuole e il mondo delle aziende per fornire ai giovani la migliore formazione possibile grazie all’opportunità offerta dall’alternanza scuola-lavoro. Bisogna partire dalla scuola per costruire il futuro dei nostri ragazzi”.

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Norman Atlantic, chiesto il dissequestro. «Il relitto è pericoloso»

Bari – Insistono sul dissequestro del relitto del traghetto Norman Atlantic i difensori dell’armatore, ritenendo che non ci sia più ragione per mantenere i sigilli e sottolineando il pericolo che la nave costituisce per il porto di Bari e per gli utenti del porto. È in sintesi quando sostenuto dai legali di Carlo Visentini, gli avvocati Filiberto Palumbo e Pietro Palandri, nell’udienza dinanzi al gip del Tribunale di Bari Alessandra Piliego. I legali sono tornati a chiedere il dissequestro del relitto coinvolto nel naufragio del dicembre 2014 al largo delle coste albanesi dopo un incendio scoppiato a bordo, in cui persero la vita 11 persone (18 ancora dispersi).

La nave, ormeggiata dinanzi al terminal crociere del porto di Bari da febbraio 2015, è sottoposta da tre anni a sequestro probatorio. Secondo i pm che coordinano le indagini, Ettore Cardinali e Federico Perrone Capano, il relitto deve restare a disposizione dell’autorità giudiziaria perché potrebbe essere necessario effettuare ulteriori accertamenti tecnici e accessi a bordo anche durante il processo. Sulla base di questo la Procura aveva rigettato la prima istanza di dissequestro, ora impugnata dinanzi al gip. I difensori dell’armatore hanno sottolineato che dopo un incidente probatorio durato due anni che ha accertato le cause del naufragio e con l’imminente chiusura delle indagini non vi sia più motivo per tenere la nave a Bari. Ritengono inoltre che il relitto, esposto a vento e mare e a rischio affondamento, costituisca un pericolo per il porto e i suoi utenti.

L’intenzione della Procura è comunque quella di spostarlo dal terminal crociere a una banchina foranea, tenendolo però sempre a Bari. Il porto starebbe già attrezzando un molo per accogliere il relitto. Il giudice si è riservato di decidere sulla richiesta di dissequestro. Nell’inchiesta, in cui si ipotizzano i reati di cooperazione colposa in naufragio, omicidio plurimo e lesioni, oltre all’armatore e alle due società Visemar, proprietaria della nave, e la greca Anek, noleggiatrice del traghetto, sono indagate altre 15 persone: il comandante, gli amministratori della società Anek e alcuni membri dell’equipaggio.

 

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