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SCERNI:« MA L’ARMATORE NON POTEVA NON SAPERE»

Una follia. Per il presidente del Rina, Gianni Scerni, non ci sono altre parole per definire quello che è successo venerdì sera nelle acque del Giglio, quando la “Costa Concordia” è finita nelle “scole”, le secche a Sud dell’isola toscana.
Un’opinione peraltro molto diffusa nel mondo marittimo, ma che acquisisce importanza se a dirla è Gianni Scerni, il presidente del Rina, cioè la società che ha certificato sistemi e procedure di sicurezza della “Costa Concordia”. Ieri il manager – noto per essere stato presidente del Genoa tra il ’97 e il 2001, ma che è soprattutto imprenditore dello shipping e profondo conoscitore del mare – non aveva dubbi: quella del comandante Francesco Schettino è stata «una bravata».
«È una follia – dice Scerni – che sia potuta accadere una cosa simile con il mare calmo e il cielo stellato. Andare così vicini alla costa è una bravata da velista, ma che non può fare chi conduce una nave di quelle dimensioni». La “Concordia”, è bene ricordarlo, è una nave da 114 mila tonnellate, a bordo aveva 4.000 passeggeri e la tragedia del Giglio è già diventata il maggior disastro marittimo della storia recente, sicuramente quello che ha coinvolto la nave più grande di sempre (il “Titanic”, per fare un paragone, aveva una stazza lorda di 46 mila tonnellate). Il presidente del Rina bolla la «bravata» di Schettino come un errore «che potevo fare io in barca a vela».
Scerni ha seguito con attenzione il discorso di Pier Luigi Foschi, il presidente di Costa Crociere, che ieri mattina ha fatto la sua prima relazione – in diretta tv – sull’incidente della “Concordia”. Qualche dubbio, a Scerni viene solo sul fatto che la società non fosse a conoscenza della pratica dell’ “inchino”. «In quel tratto di Tirreno – ha detto infatti Foschi – passiamo oltre 100 volte l’anno, considerando tutta la nostra flotta. L’unica volta che la società è stata messa al corrente di un transito davanti all’isola del Giglio è stata tra il 9 e il 10 agosto 2011, nella notte di San Lorenzo. Questa visita all’isola del Giglio era stata comunicata alle Capitanerie, che avevano approvato, così come Costa, questo transito, dopo avere visitato e approvato la rotta che la nave avrebbe tenuto per avvicinarsi all’isola del Giglio in tutta sicurezza».
Secondo Scerni – ma del resto le testimonianze che emergono in questi giorni portano nella stessa direzione – è davvero difficile che la società non sapesse che spesso i comandanti usavano fare l’ “inchino” davanti al Giglio. Soprattutto, a parere del presidente del Rina, Costa avrebbe comunque i mezzi per verificare i tracciati delle rotte, e non solo l’ultimo, tragico viaggio della “Concordia”.
In effetti, al di là della strumentazione che può disporre una multinazionale come Costa Crociere, ci sono almeno due strumenti per fare questo: il primo è il voice recorder, cioè proprio la “scatola nera”, che tra l’altro è uno degli apparati di sicurezza che deve essere periodicamente verificato dallo stesso Rina. Vero è che la scatola registra solo quello che accade nelle ultime 24 ore o poco più. C’è la possibilità di salvare quelle che banalmente si possono definire le tracce, ma è difficile che questa operazione venga condotta con metodo. Ma c’è anche il sistema Ais (Authomatic Identification System) richiesto a bordo di ogni nave dalla normativa internazionale: tramite i satelliti, traccia automaticamente la rotta e la trasmette alle Capitanerie di porto, che hanno l’obbligo di conservarla per tre mesi. La “storia” della nave può inoltre essere seguita su siti come vesseltracker.com, che trasmettono in tempo reale e conservano per un certo tempo la rotta delle navi.

2 commenti su “SCERNI:« MA L’ARMATORE NON POTEVA NON SAPERE»

  1. dal portale Indymedia
    http://piemonte.indymedia.org/article/14004

    Costa Concordia: il RINA sapeva
    Tutti sapevano che la Costa fa la rasetta alla costa.
    Il Registro Italiano Navale sapeva di queste pratiche suicide e non ha mai detto niente. Sino a ieri.
    Lo rivela il Presidente del R.I.N.A. Spa, Registro Italiano Navale, Enrico Scerni. L’Ente preposto che dovrebbe (condizionale è d’obbligo) vigilare sulla sicurezza marittima e sull’applicazione delle norme di sicurezza ha sempre saputo che le navi della Costa Crociere (ma non solo Costa Crociere anche di molte altre compagnie) hanno la criminale consuetudine di fare il contropelo agli scogli mettendo a repentaglio l’incolumità dei croceristi, dell’equipaggio e della gente. E s’è guardata molto bene dal sanzionare questi comportamenti criminali.
    Dice Gianni Scerni: “ste cose posso farle io con la mia barca a vela ma non un gigante dei mari come una nave da crociera”. Lapalissiano. Osserva ancora il Presidente del RINA: “L’armatore non poteva non sapere”. Ovvio che gli armatori della Costa Concordia sapessero di sti giochini stupidi e scellerati (e dai risvolti alquanto mortali). Ma pure il RINA se è per questo.
    Nel caso specifico – visto che è il lavoro del RINA – perché non codificarlo mettendolo nero su bianco, imponendo un codice di comportamento obbligatorio, per comandante e compagnie armatrici? No eh?? Peccato. A quest’ora st’incidente (forse) non sarebbe successo.
    Sinceramente non abbiamo ancora capito il lavoro del RINA e su che vigila quest’ente di certificazione (se qualcuno avesse voglia di spiegarcelo).
    Intanto un’altra nave colata a picco.

    —————————————————-
    (Forse) ti potrebbe anche interessare:

    – “RINA: altri 1000 morti sulla coscienza”.
    http://piemonte.indymedia.org/article/9520

    – “RINA-Canepa & Campi: quando il made in Italy è criminale”.
    http://piemonte.indymedia.org/article/13695

    – “Canepa & Campi – Made in Italy CRIMINALE!”
    http://piemonte.indymedia.org/article/6526

    – “Rina un altro Made in Italy criminale”.
    http://liguria.indymedia.org/node/6033

    – “RINA: misterioso affondamento nel Porto di Napoli”
    http://piemonte.indymedia.org/article/13649

    – “RINA, un’altra nave colata a picco”.
    http://piemonte.indymedia.org/article/13496

    – RINA, Sarpi & ABB: in Algeria qualità in saldo
    http://piemonte.indymedia.org/article/13112

    – “Personale abusivo in FINCANTIERI. RINA dorme”.
    http://piemonte.indymedia.org/article/12577

    – “RINA sponsorizza il carbone. E si catta D’Appolonia”.
    http://piemonte.indymedia.org/article/13492

    – “RINA-Genova: P.zza Dante Park Project”
    http://piemonte.indymedia.org/article/13272

    – “Banche e RINA scoprono le Rinnovabili (Eureka!)”
    http://piemonte.indymedia.org/article/12898

    – “RINA VS Indymedia“
    http://piemonte.indymedia.org/article/12636

    – “GENOVA – SPY STORY AL PESTO – ECCO COME COECLERICI SPA SPIAVA”
    http://piemonte.indymedia.org/article/1347

    – “Mafioso è bello” (parola di COECLERICI)“
    http://piemonte.indymedia.org/article/1700

    – “La Repubblica (CIR Group): ecco come funziona la fabbrica del fango”.
    http://piemonte.indymedia.org/article/8579

    – “ENI, “codice etico” e Servizi Segreti”
    http://piemonte.indymedia.org/article/5520

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  2. Dal portale Indymedia
    https://london.indymedia.org/articles/11650
    https://piemonte.indymedia.org/article/14244

    RINA – Costa Concordia: la pagliuzza e la nave
    Conoscete la parabola della “pagliuzza e la nave”? oppss la “trave” (è pur sempre una trave grossa come una nave).
    Surreale seduta del Comitato di Certificazione e del Comitato per la Salvaguardia dell’Imparzialità (???) del Registro Italiano Navale: “quello del Costa Concordia … è un evento … incidente”.
    “in conclusione, tutti i membri dei Comitati Tecnici interpellati (Qualità, Ambiente, Sicurezza e Etica) ritengono che, sulla base delle informazioni fornite, le azioni intraprese da RINA, a seguito dell’incidente occorso alla M/N Costa Concordia, nei confronti delle Certificazioni di Sistema di Gestione rilasciate a Costa Crociere siano adeguate e che, le certificazioni rilasciate all’organizzazione, siano da ritenersi valide in quanto supportate da evidenze che dimostrano l’efficacia dei Sistemi di Gestione implementati. Inoltre, per quanto a conoscenza, non è stata evidenziata alcuna carenza al sistema di gestione applicato da Costa Crociere. Tali conclusioni verranno presentate al prossimo Comitato per la Salvaguardia dell’Imparzialità che si terrà in data 3 febbraio 2012 c/o la Direzione Generale del RINA…”.
    Boh noi non c’abbiamo capito niente. O forse si. Anzi no. Questo comunque il quanto che vi piaccia o no. Comunque vi sono “evidenze che dimostrano l’efficacia dei Sistemi di Gestione implementati”. Dove siano esattamente queste evidenze non si sa, ma è possibile che i sommozzatori trovino qualche traccia di queste lì in fondo al mar vicino agli scomparsi che mancano ancora all’appello ed al relitto del Costa Concordia. Intanto il Rina al gran completo, pontifex maximus, gran visir super partes di ogni cosa che si muove sulle acque, grida concordante all’unisono le sue verità, e lo verbalizza nero su bianco: nel disastro navale tutto ha funzionato alla perfezione, Costa Crociere ha rispettato tutte le regole comportamentali, alla compagnia modello bisogna assolutamente riconfermare tutte le certificazioni, ampiamente meritate. Quello del Costa Concordia quindi, sia ben chiaro, ficcatevelo tutti nella capoccia, dev’esser stato solo uno sfigatissimo, sfortunato evento/incidente. E’ liquidato così, in queste scarne righe l’ evento/incidente nel memorandum del Rina Service – società operativa del Gruppo Rina – (che trovate qui allegato e riprodotto pdf) e il Comitato di Certificazione e del Comitato per la Salvaguardia dell’Imparzialità del RINA. Sulla serietà del Rina nessun dubbio, ci mancherebbe. Ha contribuito alla crescita dell’Italia (anche dal punto di vista della vergogna). Di recente il Gruppo Rina è stato anche nominato la società più imparziale/libera/indipendente e soprattutto credibile di tutti i tempi da un’organizzazione da lui stesso fondata (Rina Service appunto). Non per voler essere irriverenti a tutti i costi ma sta denominazione (Comitato per la Salvaguardia dell’Imparzialità) e certi ragionamenti hanno quasi il goliardico sapore della “supercazzola”. Sapete no cos’è? Come spiegarvela… “La supercazzola è quell’antica arte tantrica di disorientamento e culeggio nei confronti di professori, autorità e/o semplici cittadini che consiste nell’accostare a cazzate parole che non esistono, ma hanno la parvenza di essere fini termini dotti. … La supercazzola trova i suoi impieghi ideali perlopiù in situazioni difficili e/o imbarazzanti … Inoltre può essere utilizzata anche in situazioni drammatiche” (da Nonciclopedia, la versione italiana dell’anti-Wikipedia). Esempio pratico di SC: «Senza la chiave noi non apriamo quel che si apre con la chiave che lo apre e a che scopo scoprire qualcosa che rimarrebbe comunque chiuso, noi non avendo la suddetta chiave che lo aprirebbe avendola?» (capitano Jack Sparrow). Come diceva Socrate: ”So di non sapere, perché sapere è non sapere, e non sapere è sapere …vorrei però almeno sapere che cavolo ho detto! “. Il potere più grande di queste figure geniali è quello di poter parlare per ore e ore senza dire mai niente, chiamatelo anche “potere del blàblà”. Infatti per quello poi molti si chiedono: chissà cosa avrà voluto dire?
    Ecco. E’ la stessa domanda che forse si son posti anche quelli di Accredia (l’Organismo di Accreditamento per gli schemi ISO ed OHSAS) quando hanno sentito certe sconcertanti argomentazioni del Rina. Infatti Accredia ha spedito al Registro Italiano Navale il 12 gennaio 2012 un’urgente richiesta di chiarimenti relativa alla certificazione che il Rina ha rilasciato a Costa Crociere del sistema di gestione per la Salute e la Sicurezza sui luoghi di lavoro, dicendo: “… Vi chiediamo di tenerci informati circa la posizione che il Vs. Organismo intende mantenere nei confronti della certificazione rilasciata, sentito anche il parere del Vs. Comitato per la Salvaguardia dell’Imparzialità…”.
    Rina a sto punto, necessariamente, è stata obbligata ad interpellare la società Costa Crociere palesando le perplessità di Accredia (non le sue si badi ben): “… vi chiediamo cortesemente di fornirci una Vs. prima valutazione dell’evento ed una breve descrizione delle azioni che la compagnia ha intrapreso o intende intraprendere nell’ambito del Sistema di Gestione applicato”.
    Ecco la telegrafica replica che ha abbozzato Costa Armatori: “Huston … abbiamo un problema. La situazione è drammatica ma non è seria…”. Non è un lapsus, più o meno, è quello che ha detto Pierluigi Foschi a Micky Arison quando lo stramiliardario americano gli ha chiesto se con l’affondamento del Concordia dovevano ritenersi con la cacca fino al collo (Arison è il CEO di Carnival Cruise la società che possiede Costa Crociere”). In realtà Foschi ha risposto al Rina in modo molto più asettico e stereotipico: “stiamo compiendo ogni possibile sforzo … e stiamo fornendo la massima collaborazione a tutte le Autorità…”.
    Dite quel che volete, ma che tutto abbia funzionato a dovere è lampante. Dal comandante che non ha perso tempo prezioso (dicono che c’ha messo più di 1’ora per elaborare la tragedia che si stava compiendo … va buò ma ognuno ha i suoi tempi). Forse c’era anche un po di caos sul ponte di comando e nessuno dava ordini (“E va buo’” e allora?), l’equipaggio e i crocieristi hanno abbandonato il relitto di propria iniziativa con le scialuppe di salvataggio usando le poche utilizzabili (“va buo” e allora che fa?), l’ordine di “abbandonare la nave” è stato dato quando ormai il pericolo era più che conclamato, forse troppo tardi per evitare che qualcuno morisse (“e va buo’” però Schettino non ha abbandonato la nave, dopo aver sbattuto la testa è inciampato e s’è ritrovato dentro la barca di salvataggio insieme a numerosi passeggeri). Schettino nostro è un Ufficiale valoroso, può confermarlo chiunque, non raccontiamo balle. Qui le immagine di un giovane Francesco Schettino durante l’esame di abilitazione per diventare comandante della Costa Crociere e qui una fotogafia di Schettino mentre dirige le operazioni di soccorso. Tra l’altro per rendere onore al coraggio di Schettino, risulta per certo che la Findus stia pensando di lanciare sul mercato una nuova linea di prodotti, i “Quattro salti in scialuppa” di Capitan Schettino (specialità “Linguine allo scoglio”). La colpa invece è solo del giorno infausto. Il 13 gennaio 2012 (un venerdì 13 che iella). Capitan Schettino è divenuto vittima sacrificale d’una ingiusta mala sorte che ne ha infangato per sempre la sua pura memoria. Poi nei pressi dell’Isola del Giglio sti scogli beffardi che stavano al posto sbagliato nel momento sbagliato, l’hanno colpito alle spalle a tradimento e la povera Costa Concordia ne ha fatto le spese (… ma non potevano far spostare gli scogli per tempo?). Mentre Francesco Schettino tentava una spericolata manovra tirando il freno a mano, gli ufficiali in seconda son accorsi subito, inutilmente preoccupati per tanto clamore. Vi son conferme convergenti e/o concordanti per quanto su affermato. Quella che segue è la sollecita comunicazione telefonica del comandante per organizzare i soccorsi (fate attenzione che i media per disinformare riportano versioni distorte delle telefonate, quella che ci sembra la più rispondente alla verità è questa trascrizione riportata dall’autorevole sito di Nonciclopedia
    Marinaio : “Capitano, abbiamo urtato qualcosa! La nave sta imbarcando acqua!”
    Comandante Schettino : “Dia i seguenti ordini: virare a dritta, prua a babordo e fuoco alle polveri!”
    Tizio a caso : “Ma io sono il cuoco”.
    Comandante Schettino : “In coperta, nostromo, abbiamo bisogno di tutti gli uomini possibili! Non vedevo una tempesta così dall’inverno del ’77!”

    La telefonata alla Costa Crociere: dopo aver chiesto spiegazioni al marinaio di vedetta e dopo aver finito la partita a battaglia navale, il comandante ha ritenuto opportuno avvisare la Costa Crociere, fornendo dettagliate informazioni.

    Comandante Schettino : “Pronto? Chi è? La Costa Crociere?”
    Centralinista : “No, è MSC Crociere, ha sbagliato numero”.
    Comandante Schettino : “Veramente?”
    Centralinista : “No, stavo scherzando. Mi dica. Vuole prenotare una crociera?”
    Comandante Schettino : “No, ma che prenotare! Io sono già in crociera!”
    Centralinista : “Ah, vuole disdire?”
    Comandante Schettino : “No, guardi, io sono il comandante Schettino. Avrei bisogno di parlare con un responsabile”.
    Centralinista : “Ah, è il comandante! Perché non l’ha detto subito? Un attimo che le passo il presidente.
    Presidente : Comandante, buonasera. Mi dica”.
    Comandante Schettino : “Eh, buonasera presidente…”
    Presidente Foschi: “Che succede? Mi dica”.
    Comandante Schettino : “Eh, cioè… mettiamo il caso che… mettiamo il caso che qualcuno le avesse rigato la macchina: come la prenderebbe?”
    Presidente Foschi: “Mi hanno rigato la macchina? Ma porca puttana! È terribile!”
    Comandante Schettino : “Ah, ho una buona notizia allora: nessuno le ha rigato la macchina”.
    Presidente Foschi: “Sì, ma mi faccia capire: lei mi ha telefonato per dirmi che nessuno mi ha rigato la macchina? Come prosegue il viaggio? Tutto a posto?”
    Comandante Schettino : “Mah, diciamo… cioè, guardi presidente, io stavo camminando, no? Stavo camminando piano, non avevo messo neanche la terza, e uno mi ha tagliato la strada”.
    Presidente Foschi: “Le hanno tagliato la strada? Chi? “
    Comandante Schettino : “Un motorino!”
    Presidente Foschi: “Un motorino le ha tagliato la strada in mare aperto?”
    Comandante Schettino : “No, forse era un motorino acquatico, come si chiama? Un motoscafo, ecco!”
    Presidente Foschi: “Ma lei è su una nave da 114.000 tonnellate, cosa vuole che sia un motoscafo?”
    Comandante Schettino : “Sì, no, lo so presidente, è che io per evitarlo ho girato la cloche e… e secondo me ho preso il marciapiede”.
    Presidente Foschi: “In mare aperto? Ma che sta dicendo?”
    Comandante Schettino : “Eh, lo so, è difficile da spiegare. Io adesso però prendo una scialuppa e vado a vedere che succede”.
    Presidente Foschi: “Aspetti un attimo, qua mi dicono di accendere la televisione”.
    Comandante Schettino : “Ma che la accende a fare? Cioè, io lo dico per lei, i telegiornali danno solo brutte notizie. La crisi, gli scioperi, cioè uno poi si demoralizza… mi stia a sentire, non accenda la televisione”.
    Presidente Foschi: “… “
    Comandante Schettino : “Pronto?”
    Presidente Foschi: “Comandante… ma quella nave inclinata su un lato non è la nostra Concordia, giusto?”
    Comandante Schettino : “Nono, veda bene che forse in TV stanno passando Titanic in 3D. Tu-tu-tu-tu-tu”.

    La Famiglia Costa si vantava dicendo di possedere una compagnia tutta italiana, ostentazione del Made in Italy in the world. Invece Costa Crociere è tutta degli ammerigani (il termine è voluto) di Carnival; il personale delle navi è solitamente composto da un cameriere indiano, una receptionist turca, il cuoco indonesiano, comico cubano, maitre polacco e dal tizio che rifà la cabina che parla in armeno stretto stretto. Se volete prendere un caffè o un cocktail è necessario prepararsi il dizionario completo di tutte le lingue e dialetti del mondo.
    Beh l’avrete capito, si stava scherzando. Come fa qualcuno quando scrive i suoi spiritosi rapporti a salvaguardia dell’imparzialità, magari pensando di poter contare sul fatto che gli italiani sono una massa di burattini senza fichi e senza alcuna capacità critica. Ma almeno noi lo diciamo quando vogliamo fare i cretini. Altri invece si prendono sul serio e lo danno pure ad intendere. Però il Rina è il Rina, e non ha bisogno di elementi certi o di aspettare conferme, per sostenere delle tesi rischiose. E se ci pensate bene, in fondo, una modesto accenno d’autocritica l’ha fatto. Con l’onestà intellettuale ed il rigore morale che lo contraddistingue, il Rina in effetti, se leggete con attenzione tra le righe (ma con molta molta attenzione) ha fatto qualche velatissima ammissione. Infatti il verbale di Rina Service esplica che “dai membri del CTS viene chiesto invece, in sede di visita di sorveglianza, un incremento del tempo dedicato alla verifica delle attività formative e di addestramento ed una attenta verifica della valutazione dell’efficacia delle stesse…”.
    Bbravi. Eh si, sarebbe proprio il caso che Rina dedichi un pochino di tempo in più alle attività formative del personale di bordo delle navi da crociera, specie per quanto attiene al training per le attività legate alla sicurezza ed al salvamento. Visto che in casi di “eventi/incidente” nessuno dell’equipaggio – dal comandante all’ultimo dei sottufficiali – ha molto ben chiaro che s’ha da fare, e qual è il proprio ruolo (se si faceva questo anche prima non era malaccio A margine di tante notizie negative c’è anche una nota positiva che diamo volentieri. Segnaliamo che il Rina periodicamente da alle stampe volumetti che dissertano sulle tematiche della sicurezza. Veri best seller letterari che fanno impazzire di gioia gli esperti del settore (questo per chi vorrebbe insinuare che il Rina è distratto su certi temi). La distribuzione di questo materiale editoriale del Rina per la verità segue fasi altalenanti. Gli analisti di mercato hanno però notato una forte correlazione positiva con la domanda di fermaporte (al crescere di questa, aumenta la distribuzione degli opuscoli). Altri invece dicono ottimi per accendere la stufa e schiacciare le zanzare. Così però si svilisce un patrimonio di conoscenze scientifiche immenso. Forse non tutti sanno che Rina ha avanzato ipotesi innovative riguardo la datazione delle navi (per vedere quanti anni hanno si tagliano in due e si contano i cerchi) ma dato che spesso si pone con l’arroganza di chi ha imparato quasi tutto all’ultimo minuto sul Reader Digest o dalla Scuola Radio Elettra di Torino, la comunità scientifica internazionale non ha ancora riconosciuto la validità dei suoi studi.
    E va buò, ma che c’entra la Parabola della “pagliuzza e della trave”’? (la famosa trave grossa come una nave). C’entra, c’entra. L’amministratore Delegato del Rina, Ing. Ugo Salerno, uomo dalla multiforme coerenza, scrivendo qualche giorno fa a Pierluigi Foschi di Costa Crociere, oltre a dire cose nonabominevoli (l’Accademia della Crusca voleva denunciarlo per avere sottoposto la lingua italiana ad atroci sevizie) ha sviluppato espressioni discorsive un tantino infelici nei confronti dell’amico/manager Enrico Scerni (utilizzate ovviamente in buona fede per difendere l’amato Enrico): “di fronte alle vittime dell’incoscienza criminale quella di Scerni è stata forse una leggerezza, ma totalmente inaccettabile…”. Gianni Scerni come tutti voi ben sapete è l’ex Presidente del Rina ripudiato (e trombato) dalla società di classifica. Indovinate un po’ chi ha preso il suo posto di Presidente? Scaltri lettori che non siete altro forse avete già capito. Proprio lui. Ugo Salerno nostro. Uno che non ha mai fatto chiarezza sul suo passato, e ciò induce a ipotizzare che si sia portato dietro storie oscure ed arcane, torbidi trascorsi in cui figurano tra l’altro anche due personaggi trasmigrati – pure loro come Salerno – dalla società Coeclerici al Rina: Roberto Cavanna (amministratore Delegato di Rina Service e responsabile certificazione di Rina Spa) e Mario Terenzio (Dir. Logmarin società partecipata dal Rina). Le teorie più accreditate sostengono che è stato più volte (noningiustamente) accusato d’essere uno che spiava società concorrenti e lo scriveva nei rapporti inviati al suo capo. Lui si è sempre difeso asserendo che okay, sì, su alcune centinaia di documenti top secret compare proprio il suo nome, ma a parte la firma identica, la stessa data di nascita, lo stesso indirizzo di residenza, e lo stesso numero di carta d’identità non ci sono prove per pensare a qualcosa di più di un comune e banale caso di omonimia.
    Basta sciocchezze, ora facciamo una riflessione seria: ma le ‘leggerezze’ del Rina non le guarda nessuno? Sapete no che il Rina è coinvolto procedimenti giudiziari piuttosto importanti? Dai disastri ambientali più gravi della storia marittima contemporanea ad alcuni dei naufragi più infausti (con migliaia di morti) degli ultimi anni. Su questo non possiamo proprio fare alcun humor, non c’è niente da ridere, anzi. Potremo trovarci nuovamente al cospetto di vittime dell’incoscienza criminale. Detto questo forse s’intuisce perché affermiamo che il Rina guarda la pagliuzza nell’occhio altrui ma non s’accorge della trave gigantesca – grande come una nave – che ha nel suo occhio. Mai parole del compagno di Betlemme furono più azzeccate: “Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo… ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello” (Gesù in Luca evangelista 6:41-42). Ecco spiegato perché taluni hanno anche le soluzioni ad un palmo dagli occhi – perché sta scritta lì davanti a loro in caratteri giganteschi – ma non riescono a vederle, perché hanno i bulbi oculari ostruiti da transatlantici. Però nel contempo riescono a vedere molto bene i piccoli difetti altrui. Parlano bene e razzolano male. Son come le false guide che voglio fare i maestri insegnando agli altri ma hanno loro stessi da imparare.
    Proprio in questi giorni mentre tutti s’interrogano sulle possibili cause del disastro del Costa Concordia quasi nessuno ha ricordato (soltanto il giornale norvegese Lloyd List) che lo stesso Registro Italiano Navale – che fa tanto la morale a Gianni Scerni – proprio il Rina è in attesa degli sviluppi giudiziari che lo riguardano per l’affondamento del Traghetto Al Salam Boccaccio 98, ed il suo infausto bilancio di 1000 morti. 1000 morti in attesa di verità e giustizia. Dopo questa tragedia (e tutte le altre in cui è rimasto pesantemente coinvolto il Rina) potremo benissimo fare copia-incolla delle parole che Salerno ha pronunciato riferendosi a Schettino (“la pagliuzza e la trave” ricordate?) e dire pure noi altrettanto dell’ente di classifica: “la reputazione del nostro Paese e della sua marineria è stata così ferita dall’incredibile irresponsabilità di una società che passerà alla storia con l’onta della vergogna e del disprezzo…”.

    Il Rina quindi (ULTRAPLURIRECIDIVO) è nuovamente sul banco degli imputati accusato di gravi negligenze. Tanto per cambiare. Quando si parla del Rina chissà come mai c’è sempre questo spettro che aleggia nell’aria: la negligenza. Il Registro Italiano Navale non ha ancora cominciato a risarcire i 192 milioni di euro che deve per sentenza in relazione all’affondamento della petroliera Erika che già deve fare i conti con un altro risarcimento supermiliardario per queste 1000 povere vittime. Forse non è proprio del tutto casuale che lo Studio Legale che patrocina la class action dei familiari degli scomparsi del traghetto Al Salam Boccaccio 98 (lo Studio Legale Ambrosio & Commodo di Torino) abbia deciso di tutelare anche gli interessi di diversi crocieristi del naufragio del Costa Concordia.
    Vuoi vedere che la law firm non è propriamente convinta che “quest’evento … sia stato un incidente”?
    Ma attenzione. Da qui a breve potremo avere delle sorprese. Forse anche subire dei colpi bassi a tradimento. Il Rina (come ha scritto Ugo Salerno nella lettera a Foschi) è disposto a difendere le sue posizioni “a qualsiasi costo” (e probabilmente anche con ogni mezzo senza andare troppo per il sottile). Per cui stateve accuorti. E non fatevi ingannare dai sepolcri imbiancati (quelli molto belli fuori ma un po sporchi dentro). Come pure dai lupi col manto d’agnello. Che son poi dei falsi profeti. Quelli che vogliono insegnare agli altri ed hanno essi stessi da imparare.
    Da Via Corsica, quartier generale del Rina ( e probabilmente anche uno dei vertici del Triangolo – scaleno – delle Bermuda) per il momento questo è tutto. Ci sentiamo alle prossime news. Ira del Rina permettendo.
    .-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.- .-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.
    Doc. pdf. all.: “Comitato_Certificazione_Rina_Costa_Crociere”

    Fai clic per accedere a comitato_certificazione_rina_costa_crociere.pdf

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