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Crociere, l’Italia nel 2017 scende a 10 milioni di passeggeri

Il mercato crocieristico italiano è stabile dal 2011, mantenendosi intorno agli undici milioni di passeggeri movimentati negli oltre 40 porti che accolgono cruiser. Ma il 2017, insieme al 2014, sarà ricordato come quello più modesto, poco sopra i dieci milioni di passeggeri, con la conseguente flessione anche delle toccate nave,. Sono le stime di quest’anno calcolate da Risposte Turismo che oggi ha presentato a Palermo il programma di Italian Cruise Day 2017 che si terrà nella città siciliana il 6 ottobre. Presente anche Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità di sistema portuale della Sicilia Occidentale.

Il programma di Italian Cruise Day 2017
Persi 864 mila passeggeri

Il calo significativo era ampiamente previsto (gli armatori programmano gli approdi con due anni d’anticipo), dovuto a un riposizionamento di diverse navi che fino a poco tempo scalavano regolarmente il Mediterraneo. Quest’anno i passeggeri movimentati previsti saranno 10,22 milioni, 864 mila in meno rispetto all’anno scorso (-7,8%), e 561 le toccate mancanti (-11,3%). La regione con il calo più vistoso è il Friuli Venezia Giulia – che però non ha particolari movimenti – che perde un terzo dei passeggeri, seguita dalla Sardegna con una quota analoga, e dalla Campania che nel 2017 perde un quarto dei passeggeri e circa un quinto delle toccate. Le città portuali che movimentano più crocieristi sono sempre Civitavecchia (2,2 milioni), Venezia (1,4 milioni) e Napoli che scende sotto il milione di passeggeri (950 mila), seguita da Genova con 915 mila passeggeri.

Le regioni più crocieristiche

Cagliari sarà il porto cresciuto di più e quest’anno entrerà nella top ten. La regione più “popolosa” di crociere è la Liguria, che mette insieme il traffico di Genova, Savona e La Spezia, movimentando gli stessi passeggeri di Civitavecchia. Segue il Lazio. Sul numero di toccate nave la situazione si rovescia: il Lazio ne effettua più di tutte, seguita dalla Liguria. La Campania è la terza regione per numero di toccate e passeggeri, distribuiti in ben sette porti. Chiude il podio la Sicilia.

“La sfida è recuperare i passeggeri persi”

«Le stime di chiusura dell’anno – commenta Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo – non possono che indurre i decisori a interrogarsi su come riconquistare i volumi di traffico persi. Una strada non semplice, che certamente dovrà contemplare da un lato un recupero di appeal internazionale, dall’altro uno sforzo in più per conquistare la domanda italiana che, verosimilmente, imbarcandosi in un porto nazionale, sceglierebbe crociere che scalano in due se non tre realtà del Paese incidendo considerevolmente sul totale dei movimenti passeggeri.

E certamente i porti, all’indomani della riforma sulla governance, dovranno impegnarsi non poco per adeguare la propria offerta ai servizi ed agli standard richiesti ormai con continuità dalle compagnie come, ad esempio, la profondità dei fondali e i possibili rifornimenti di LNG, due questioni sempre più inderogabili».

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